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Muoio come un paese | di e con Gemma Hansson Carbone

venerdì 3 Maggio
21:00
10€

3, 4 , 5 maggio 2024 h 21.00

Muoio come un paese

basato su “Πεθαίνω σαν χώρα” scritto da Dimitris Dimitriadis
di e con Gemma Hansson Carbone

produzione Naprawski
Architect: Vasilis Mavrianos

Special thanks to Mr. Theodoros Terzopoulous and Aglaia Pappas

Spettacolo vincitore del PREMIO CERVI – TEATRO per la MEMORIA 2023
Menzione speciale FESTIVAL PRESENTE FUTURO 2023 – TEATRO LIBERO

trailer 

MUOIO COME UN PAESE è un esperimento artistico e liturgico atto ad evocare la presenza e l’avvento dell’Angelo della Storia.

L’Angelo è una giovane donna che ci narra delle ultime spietate vicende del Paese incarnando le voci delle cronache rimaste da quell’epoca di crisi e di guerra. La donna racconta l’epoca storica di un passato futuro. La espone con la minuziosa scientificità di chi ha osservato lo svolgersi degli avvenimenti fuori dal corso naturale del tempo.

Dove citroviamo? Quando sta accadendo tutto questo?

MUOIO COME UN PAESE invita i suoi spettatori ad assistere ad una metafora fantascientifica, e allo stesso tempo arcaica, di una società che ha perso se stessa, e che è morta in se stessa. La narrazione avviene durante una camminata immersiva guidata dall’artista Gemma Hansson Carbone, ed è composta seguendo le regole del paesaggio storico e geografico in cui la performance si colloca.

MUOIO COME UN PAESE è un progetto di ricerca artistica aperto, libero, che coinvolge l’artista e il suo pubblico in una esplorazione collettiva di diverse pratiche artistiche e scientifiche (teatro, architettura, antropologia, archeologia, body art, poesia e cartografia) e che si struttura attorno ad un testo scritto dall’autore greco contemporaneo Dimitris Dimitriadis, e alla figura dell’Angelus Novus che Walter Benjamin descrisse nel suo omonimo saggio datato 1940.
Il potere della memoria e della Storia non passa semplicemente attraverso processi cognitivi e informativi ma fa parte di noi nel senso più letterale: siamo noi stessi i nostri luoghi, con tutti i segni che portano e portiamo, siamo il terreno su cui queste orme temporali e culturali sono impresse. La nostra stessa epigenetica è il nostro Paese, così come i nostri paesaggi sono la stratigrafia della nostra Storia.

MUOIO COME UN PAESE è inseguire la Storia, ovunque, in luoghi inaspettati, per ascoltarla parlare. Per essere testimoni della sua esistenza, del suo manifestarsi.

La Storia è immobile, non può andare nè avanti nè indietro, e ci racconta ciò che abbiamo passato e ciò che faremo accadere. Ciò che siamo.

La durata del progetto è di circa 3 anni e comprende ricerche teoriche, tecniche ed elaborative, attività in situ, presentazioni pubbliche e creazione di un database multimediale. Al momento è attivo in otto paesi tra Europa e Asia, ci interessa esplorare l’universalità dei temi trattati e come si relazionano con culture e storie diverse e con gli elementi permanenti del paesaggio. L’attuale fase di lavoro, che copre l’intero 2023 e 2024, avrà luogo in quattro nuovi paesi, grazie ad un consorzio transnazionale a sostegno delle prossime residenze e presentazioni in Colombia, Argentina, Brasile e Messico.
Il team creativo si compone di collaborazioni satelliti nei diversi siti raggiunti, ad oggi è composto da architetti, geologi, artisti visivi, attori, danzatori, registi, musicisti, archeologi, antropologi e storici. La nostra ricerca artistica è supportata da questi scambi, il loro contributo è vitale e prezioso per la vita di questo progetto che, senza tali input e approfondimenti, verrebbe meno al suo vero scopo. Desideriamo perciò ringraziare Theodoros Terzopoulos, Aglaia Pappas, Prof. Anna Luyten, Mixail Marmarinos, Andrew Stuck, Alexandra Samarova, Tuti Cirera, Prof. Francy Greyling, Clara Gari, Geert Vermeire, Prof. Laurencija Budryte-Ausiejiene, Prof. Daniela Shalom Vagata.

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Crediti

Supported by Culture Moves Europe & Creative Europe, Konstnärsnämnden – Swedish Art Grant Committee (SWE), MOVIN’UP SPETTACOLO – PERFORMING ARTS 2022/2023 (ITA), ABF (SWE), Space A and KIAR 2023 (NEPAL) | PARC – Performing Arts Research Center (ITA), Fondazione Fabbrica Europa (ITA), Gathenhielmska Kulturhuset (SWE), Art del Caminar – Walking Art and Relational Geographies (ES), walk ● listen ● create (BE), Vaca 35 Teatro (MEX), CO.LABS (CZ), KKKC – Klaipėdos kultūrų komunikacijų centras (LT) promoted by MIC Ministry of Culture – General Directorate for Performing Arts and GAI Association for the Circuit of the Young Italian Artists together with TPP Puglia Public Theater – Apulia Region and with GA/ER Association Young Artists of Emilia Romagna (ITA)

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Rassegna stampa

Intervista a Gemma Hansson Carbone su PAC Paneacquaculture.net, 28/04/2023:
“Muoio come un paese” di Dimitris Dimitriadis: la vertigine della Storia e le sue orme culturali. Intervista a Gemma Hansson Carbone, di Gilda Tentorio https://www.paneacquaculture.net/2023/04/28/muoio-come-un-paese-di-dimitris-dimitriadis-la-vertigine-della-storia-e-le-sue-orme-culturali-intervista-a-gemma-hansson-carbone/
Sguardo lucido e consapevole, un’energia vivida che guarda a progettualità di ampio respiro: Gemma Hansson Carbone ti travolge con il suo entusiasmo. La sua è un’identità cosmopolita favorita dalle origini italo-svedesi, con un’apertura a quel meticciato fluido che è la cifra per interpretare le contraddizioni del mondo contemporaneo. Lavora presso il Teatro Nazionale di Göteborg, ma si definisce una «freelance in giro per l’Europa e per il mondo»: si ritaglia infatti spazi creativi come attrice o regista in progetti che appaghino la sua
inquietudine nomadica.
Ho seguito i suoi lavori, soprattutto quando l’hanno portata in Grecia a collaborare con i maggiori registi contemporanei (Terzopoulos, Marmarinòs, Elli Papakonstantinou), e nelle sue sperimentazioni di linguaggi artistici sempre nuovi trovo un filo rosso: il tema della memoria, in una prospettiva di responsabilità e di interrogazione sul sé.
Ora la giovane artista si cimenta con un testo capitale della drammaturgia greca moderna, Muoio come un paese, di Dimitris Dimitriadis (1944-), che debutterà a Ravenna il prossimo 2 maggio nell’ambito della sesta edizione del POLIS Teatro Festival.
[…]
«Leggo e rileggo queste pagine straordinarie, e ogni volta parlano dell’oggi […] parla a noi, cittadini stanchi di una società devastata da anni di guerre, pandemie, cambiamenti climatici, corruzione, violenza, ipocrisia e lui ci spalanca davanti tutte le nostre atrocità. Il re è nudo: tutto sta accadendo, tutto esplode. Alcuni brani descrivono esattamente quello che abbiamo vissuto durante il Covid; oggi ci ritrovo il buio di questo nostro periodo politico e il dramma della guerra. La forza di questo testo sta nel proporre una contemplazione della Storia al di là della nostra identità. La Storia, che ha le sue leggi, le sue logiche impossibili da penetrare, ci mostra in realtà che al di là di tutte le tragedie, del sangue versato e che continueremo a versare, l’umanità è forte, sopravvive, ama, lotta, resiste. Certo, è un testo difficile, che trasuda sofferenza nel rappresentare il travaglio di una comunità, lo stillicidio di un’attesa angosciante, la morte. Eppure riesce a farci entrare in una dimensione relazionale diversa con la Storia: ci porta ad astrarci da noi stessi, a vedere le cose da una distanza che ci aiuta a essere cittadini migliori, a capire le manipolazioni, gli intrighi, le meschinità della Storia, e a trovare un giusto posizionamento. Il testo è intriso di dolore, ma
vuole parlarci soprattutto del nostro “inter-esse”, cioè come facciamo corpo nell’esistere insieme, dentro le maglie inarrestabili e incomprensibili della Storia. »

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Gemma Hansson Carbone
Gemma Hansson Carbone è performer e regista italo-svedese. Nata il 3 marzo del 1988, ha sviluppato la sua formazione artistica in Italia, Svezia e UK. Ha incontrato e lavorato con maestri come Theodoros Terzopoulos, Chiara Guidi, Romeo Castellucci, Michail Marmarinos, Rodrigo Garcia, Tomi Janesic, Pavol Liska e Kelly Copper (Nature Theater of Oklahoma), Julie Stanzak, Dead Center ed Elli
Papakonstantinou. Dal 2013 alterna collaborazioni internazionali tra l’Italia e la Svezia, nel 2015 fonda a Göteborg la compagnia Naprawski con cui firma la sua prima regia “YOU ARE HERE (so don’t take things so seriously)” coprodotta dal Cinnober Teater di Göteborg (SW), dal PIT Festival ed il Grenland Friteatret di Porsgrunn (NO) e per la quale vince il bando italiano Movin’Up, del MIBACT. Da allora i suoi progetti e la sua ricerca artistica sono supportati dall’ente nazionale svedese Konstnärsnämnden. Nel 2016 è attrice nel film “Padre” di Giada Colagrande, nel cast anche Franco Battiato, Willem Dafoe e Marina Abramovic. Nel 2017 debutta con la sua seconda regia: “GUL – uno sparo nel buio”. Uno spettacolo polar coprodotto con Teatro Koreja e sostenuto da Armunia e Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, scritto da lei medesima, Riccardo Festa e dal giallista e magistrato Giancarlo De Cataldo. Dal 2018 inizia la collaborazione con lo Stadsteatern di Göteborg che la vedrà lavorare a fianco del direttore artistico Pontus Stenshäll in qualità di assistente alla regia delle varie produzioni nazionali e internazionali. Nel 2019 crea assieme a Riccardo Festa “TU ovvero chi è questa stronza?”, uno spettacolo basato sul romanzo Melampus di Ennio Flaiano e sul capolavoro di Federico Fellini 8 e 1/2, scritto assieme al critico Attilio Scarpellini e prodotto da Armunia – Festival Inequilibrio. Da due anni fa parte della compagnia internazionale ODC Ensemble diretta dalla regista greca Elli Papakonstantinou, per la quale collabora in veste di attrice e dramaturg (ha collaborato agli spettacoli “Traces of Antigone”, “Aède” e “Anti-Oedipus”).
Nel 2022 e 2023 è regista residente per Eleusis 2023 – Capital of Culture, per la quale curerà un progetto interdisciplinare a cavallo tra performing arts e archeologia all’interno del sito archeologico di Eleusi. Gemma Hansson Carbone è anche una fiera ricamatrice, da anni segue gli insegnamenti della sua nonna italiana ed è creatrice di ricami e arte tessile apprezzati in tutto il mondo.

Vasilis Mavrianos
Vasilis Mavrianos ha studiato Architettura all’Università di Patrasso (2017) dove ha anche conseguito il diploma post-laurea in Architettura e Design Urbano (2020). Ha esposto due volte alla Biennale di Architettura di Venezia (2021 – How will we live together & 2016 – Reporting from the front), e partecipato a vari concorsi internazionali di architettura. È dottorando presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Patrasso, svolgendo ricerche sul legame tra architettura e arti performative, sul concetto di architetture invisibili e intangible buildings. Attraverso la ricerca in situ e mixed media (performance, installazione, videoart e poesia) esplora la forma e la potenzialità di un’architettura immateriale, dove il corpo umano porta significati e significanti nell’opera architettonica. È anche escursionista e trail runner, e partecipa attivamente a gare e concorsi in tutta Europa.

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Biglietto 10€ + Tessera Arci 23/24 Per associarti scarica App Arci www.tessera-arci.it

Info e prenotazioni: prenotazioni@angelomai.org