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Gruppo Nanou | Sport

sabato 6 Aprile
21:15

Sport
Esporre un corpo nella sua fragilità e diametralmente opposta forza.
Il momento di sospensione.
Ricerca del punto di contatto, frattura, interferenza fra atto tecnico e la sua fragilità di pensiero.
Il momento di tutte le possibilità di cambiamento, di tutte le potenziali direzioni.
L’attimo che non si può fermare fisicamente ma in cui più si apre il respiro dell’atleta. Vacillare.
Portar dentro il pensiero tecnico che si manifesta in azione nello spazio.
La cosa importante non è il risultato, l’azione nello spazio.
Ma la concentrazione che la precede, perché contiene tutte le possibilità del pensiero, anche quella del ricordo.
Concentrazione che espande il corpo e chiama lo spettatore , l’altro, ad entrare nella soggettiva del performer.
Il corpo in volo.
Cercare di carpire ciò che l’occhio fatica a visualizzare, a mettere a fuoco, a rapire nella velocità. Cogliere il pensiero dell’atleta prima della vertigine per capirne il silenzio.

Sport
Tentativo di demolizione del disegno per afferrare la necessità e la resa dell’atleta.
La drammaturgia svela l’intimità dello sportivo nella sua solitudine durante i preparativi all’esecuzione dell’elemento ginnico aprendo spazi circoscritti in cui si ritrovano gli elementi di azione e di semiotica del campo da gara.
Sonorizzare una soggettiva, che non sia quella privata dell’atleta ma una nuova, che ha sicuramente a che vedere con quella solitudine, ma che accoglie anche la visione, individuale e collettiva allo stesso tempo, degli spettatori.
Un alternarsi di respiri, affanni e poi applausi, incitazioni, forniscono a chi ascolta e a chi prende visione di Sport, un altrove.
Perché questo Sport non è la messa in scena della competizione.
E ancora: una dedica, a mio padre. Cosa si diviene grazie agli affetti.