• Presentazione Settimo Cielo da Tuba con Bluemotion + djset
  • Venerdì 19 gennaio presentazione di Settimo Cielo da Tuba (evento FB): una serata di reading e musica dedicata alla grande drammaturga inglese Caryl Churchill.

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    SETTIMO CIELO è il capolavoro del 1979 di una delle più importanti penne del teatro mondiale, Caryl Churchill. Un viaggio tra le politiche del sesso vissuto da un gruppo familiare, prima catapultato nell’Africa coloniale di fine Ottocento, poi a Londra alla fine degli anni ’70 – anche se per loro sono passati solo 25 anni. Mai rappresentato prima in Italia, ha il sapore di certe ambientazioni di Derek Jarman, l’impeto del movimento delle donne e degli omosessuali di quegli anni in Inghilterra, con Margaret Tatcher che proprio nel 1979 diventa Primo Ministro. Ha il fervore della ricerca di nuove forme che sostituissero l’immagine stereotipa della coppia e la famiglia, che ne rappresentassero le nuove istanze. L’intera vicenda è permeata da un tema: il desiderio e la necessità della sua aderenza con la vita. I personaggi vivono un tentativo di ridefinizione delle proprie identità, provano a superare i ruoli che gli sono stati assegnati, in un continuo parallelo tra oppressione coloniale e sessuale – ciò che Genet chiama “la mentalità coloniale o femminile della repressione interiorizzata”.
    Immerso in una dimensione queer e punk Settimo Cielo deborda tra continenti e secoli, testimonianza di un’idea di vita stessa: essere quello che si vuole essere, non quello che si può. È il divenire postumano che modifica luoghi e relazioni.
    L’Africa coloniale del primo atto è quella terra dei neri diventata una cartolina dei bianchi, col poco agio che comporta. Nei ruoli invertiti rispetto alle sessualità supposte (uomini interpretati da donne e viceversa) o al colore della pelle (neri interpretati da bianchi) – è il cross casting voluto da Caryl Churchill – risuona l’importazione inglese della cultura omofoba in Africa. L’erotica invenzione del selvaggio, le leggi punitive contro gli omosessuali che la Gran Bretagna impose nelle sue colonie e che ancora oggi dilaniano l’Uganda e altri paesi col carcere a vita per gay e lesbiche.
    Un parco nel 1979 e un esploratore nel 1879 si trasfigurano in Brexit, nel Mediterraneo che affoga l’Africa, nel vecchio continente dilaniato dal proprio sentimento paternalista e dall’inganno eteronormato che lui stesso ha inventato, a partire proprio dal concetto di famiglia.
    Quarant’anni dopo resta intatta l’ossessione di controllare i corpi, – violentemente e sempre – e altrettanto l’urgenza di difendere la libertà di vivere come si vuole e non come si può. Le politiche del sesso sono tornate centrali per sciogliere ingiustizie di classe e condizionamenti di vita inaccettabili e con esse le lotte delle donne e dei movimenti LGBTIQ. Il rapporto tra sesso e potere attraversa ancora i nostri giorni molto più di quello tra sesso ed espressione felice di sé e questo ci rende autori di quest’opera: del terzo atto, quello mai scritto.
    Questo testo è costruito su una vertigine: sociale, artistica, intima, storica di cui resta oggi intatto lo slancio, la necessità di percorrere una battaglia anche camminando sul suo crinale.
    Gli uomini e le donne di questa storia sono dei transfughi, nei secoli e nei luoghi. Soggettività escluse, “impreviste” – per dirla con Lonzi e Fanon-, che tentano tra un atto e l’altro un processo di liberazione dal colonialismo imposto sulle loro vite.
    Settimo Cielo è un’opera di decolonizzazione che passa attraverso il teatro come strumento di rivolta. La sola cosa data è la presenza dell’attore e dell’attrice e la fisicità di queste vite per Caryl Churchill è impedenza all’infelicità e si nutre nell’intersezione delle loro differenze.
    L’imprevedibilità spazio-temporale-sessuale è diaspora continua col realismo, è fioritura di regni.
    Del resto, negli stessi anni, sempre a Londra, succede qualcosa di simile in Jubilee di Jarman. Ariel e la Regina Elisabetta piombano nella vita di un gruppo di punk, e ci appare chiara la potenza della rivoluzione del “non solo”. Non solo uomo, non solo donna, non solo lesbica, non solo gay.
    Non solo e di più.
    E ancora: non solo negro e non solo tutto ciò che dobbiamo oggi aggiungere con con fermezza.
    A vostro rischio e pericolo, buon Settimo Cielo.
    Giorgina Pi
    [Bluemotion]
    ph. Luca Del Pia
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    SETTIMO CIELO
    di Caryl Churchill
    traduzione di Riccardo Duranti
    uno spettacolo di Bluemotion
    regia di Giorgina Pi

    con Marco Cavalcoli, Sylvia De Fanti, Tania Garribba, Lorenzo Parrotto, Aurora Peres, Alessandro Riceci, Marco Spiga
    scene Giorgina Pi/Nicola Fagnani
    costumi Gianluca Falaschi
    musica, ambiente sonoro Valerio Vigliar
    luci Giorgina Pi/Andrea Gallo
    tecnico luci Andrea Gallo
    tecnico del suono Lorenzo Danesin
    nell’ambito di Non Normale, Non Rassicurante. Progetto Caryl Churchill a cura di Paola Bono con Angelo Mai
    produzione Teatro di Roma in collaborazione con Sardegna Teatro, Angelo Mai/Bluemotion

    si ringraziano Sabrina Cuccu, Loic François Hamelin per la collaborazione all’allestimento del primo studio sullo spettacolo e gli attori e le attrici che hanno partecipato alla prima fase di lavoro

    [La traduzione è di Riccardo Duranti traduttore italiano, tra gli altri, di Raymond Carver e Philip Dick.]

    [In SETTIMO CIELO grazie ad una contrazione del tempo i personaggi vivono prima in epoca vittoriana nell’Africa coloniale e poi nel 1979 nella Londra swinging della rivoluzione sessuale.
    I protagonisti sono una famiglia e il suo entourage: parenti, amici, conoscenti e amanti. Nel primo atto Churchill sceglie di usare il cross casting – un uomo interpreta una donna e viceversa, un bianco un nero. Questa prima parte è un girotondo di adulteri commessi e fantasticati, un intreccio di passioni che nella pervasività di un artificio esibito mette in ridicolo l’ideologia patriarcale e imperiale che li anima. Nel meccanismo teatrale si ironizza sull’ipocrisia della censura nella letteratura vittoriana ai riferimenti sessuali che aveva l’effetto di riempirli di sottotesti erotici. La molteplicità delle passioni si complica ulteriormente quando la presenza sulla scena di corpi maschili e femminili smentisce paradossalmente il carattere trasgressivo di rapporti omosessuali tra personaggi incarnati da interpreti di sesso diverso e problematizza quelli eterosessuali tra personaggi affidati a interpreti dello stesso sesso.
    Il cambiamento è la cifra del secondo atto, un cambiamento cercato attraverso la sperimentazione e l’interrogazione di sé, che coinvolge soprattutto soggetti che nel primo atto erano socialmente repressi: le donne e le/gli omosessuali. In una situazione in cui le concezioni di femminilità (e mascolinità) cominciano a non essere più rigidamente codificate, e sono diventati visibili, legittimi e pubblicamente agibili orientamenti sessuali diversi, i personaggi si muovono incerti e però pronti a mettersi in questione e reinventarsi nelle relazioni – soprattutto quelli che, invecchiati di soli venticinque anni, portano in sé l’eredità vissuta delle norme vittoriane. Più consapevoli, si trovano ancora a dover fare i conti la naturalità di ruoli, comportamenti e inclinazioni a seconda del sesso biologico o del colore della pelle e/o della cultura in cui si è nati, una concezione della famiglia come necessariamente strutturata sulla coppia eterosessuale, la tendenza a riproporre nel processo educativo le modalità impositive subite, magari rovesciando di segno i valori messi in questione nelle proprie vite.]

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    CARYL CHURCHILL
    Altrove riconosciuta come drammaturga di prima grandezza, Caryl Churchill rimane in Italia scandalosamente poco nota al grande pubblico, ma apprezzata da chi ama, studia, pratica il teatro.
    Churchill (1938) scrive da quando era appena adolescente, e già alla fine degli anni Cinquanta è stata rappresentata da compagnie amatoriali di studenti mentre studiava all’Università. Da allora si sono susseguite decine di testi per la radio, la televisione, il palcoscenico – un mutevole caleidoscopio e insieme un coerente riproporsi di temi, una straordinaria capacità di reinventarsi e reinventare il linguaggio e la scrittura del teatro, mantenendo una tensione civile e politica che illumina a volte quasi profeticamente le questioni più dure del presente. Tra i tratti caratterizzanti del lavoro di Churchill spiccano l’intreccio tra ricerca di innovazione formale e riflessione su alcune questioni ricorrenti: la famiglia e la società, la norma e la devianza, le relazioni di potere che anche violentemente regolano tali istituzioni e definiscono tali concetti, il corpo e la sua significazione.
    La potenza della scrittura di Caryl Churchill ci mette di fronte – per riprendere il titolo di un suo breve articolo, scritto quando era poco più che ventenne – a un teatro “non normale, non rassicurante”, che pone sempre nuove domande e apre nuove strade; un teatro che vuole essere, ed è, insieme poetico e politico.

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    NON NORMALE NON RASSICURANTE. PROGETTO CARYL CHURCHILL
    a cura di Paola Bono e ANGELO MAI
    con il sostegno di Teatro di Roma – Editoria & Spettacolo – Società Italiana delle Letterate SIL
    con la collaborazione di 369gradi – Tuba, libreria delle donne, bazar dei desideri –- Olinda Onlus

    Questo progetto è frutto della passione per Caryl Churchill della studiosa femminista Paola Bono. L’Angelo Mai, centro di produzione indipendente romano, circa tre anni fa è diventato la casa di questo percorso, contribuendo a far incontrare artisti, studiosi e pubblico intorno alla drammaturga inglese. Non Normale, Non Rassicurante è anche un progetto editoriale curato da Paola Bono con Editoria & Spettacolo che vede finalmente realizzata in Italia la pubblicazione di quattro volumi di Teatro di Caryl Churchill.

    BLUEMOTION ha già messo in scena di Caryl Churchill Caffettiera Blu, Porci e Cani, il radiodramma Non Non Non Non Non abbastanza ossigeno realizzato per Radio 3

    BLUEMOTION è una formazione nata a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. Performer, registi, musicisti e artisti visivi si uniscono per creare a partire dalle proprie suggestioni, confrontando i propri sguardi sul presente e sull’arte.
    Le opere di Bluemotion sono sempre creazioni collettive, risultato dello scambio e delle visioni dei membri del gruppo. Bluemotion crea, vive e condivide nello spazio indipendente per le arti Angelo Mai. Gli artisti di Bluemotion sono anche attivisti nel campo dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori dello spettacolo.
    A marzo 2014 gli artisti di Bluemotion hanno subito accuse molto gravi che tentavano di tradurre il loro impegno politico in atti criminosi. Dopo più di un anno sono stati scagionati da ogni accusa e si è conclusa una incresciosa indagine che ha tentato di limitare la loro libertà e di ridurre le intense e decennali attività dell’Angelo Mai. L’Angelo Mai riceve il premio Franco Quadri 2016.

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    Appuntamenti e incontri futuri:

    3 febbraio ore 21.30
    ANGELO MAI – viale delle Terme di caracalla, 55
    SETTIMO CIELO, LA FESTA musicisti e dj tra i più interessanti del panorama nazionale festeggeranno la produzione in dirittura d’arrivo in un’ambientazione londinese fine anni ‘70

    5 febbraio ore 18.00
    TEATRO ARGENTINA Sala Squarzina
    Incontro con la compagnia di Settimo Cielo e presentazione di presentazione di Non Normale, Non rassicurante. Progetto Caryl Churchill e dell’opera teatrale dell’autrice, con letture dai suoi testi

    Teatro India – Sala B
    dal 14 al 25 febbraio
    tutti giorni ore 20.00
    domenica ore 19.00
    lunedì riposo

    Durata 2 ore con intervallo di 15 minuti
    Nel foyer della Sala B sarà presente Tuba bazar e selezioni musicali a cura di Bluemotion e del Collettivo Angelo Mai