• Non normale, non rassicurante
  • Il teatro di Caryl Churchill #2 

  • Curatrice del progetto Paola Bono

    ore 19.30
    Un percorso attraverso testi di Churchill – Abbastanza sbronzo da dire ti amo? / Sette bambine ebree / Lontano lontano / La moglie del giudice / Guardie e ladri – incentrato sui temi della violenza e del controllo sociale.
    Guidato da Paola Bono e con letture a cura di Accademia degli Artefatti | Isola Teatro | Bluemotion

    ore 22.30
    IATO ORCHESTRA per Caryl Churchill

    L’iniziativa è promossa dalla Società Italiana delle Letterate

    Il 27 e il 28 maggio secondo appuntamento all’Angelo Mai con la rassegna Non normale, non rassicurante, sul teatro della drammaturga inglese contemporanea Caryl Churchill, un progetto a cura della studiosa di Storia del Teatro Inglese Paola Bono, con Accademia degli Artefatti, Bluemotion, Isola Teatro e lacasadargilla.

    Altrove riconosciuta come drammaturga di prima grandezza, Caryl Churchill rimane in Italia scandalosamente poco nota al grande pubblico, ma apprezzata – verrebbe da dire, appassionatamente – da chi ama, studia, pratica il teatro.
    Perché – per riprendere il titolo di un suo breve articolo, scritto quando era poco più che ventenne – è un teatro “non normale, non rassicurante”, che pone sempre nuove domande e apre nuove strade; un teatro che vuole essere, ed è, insieme poetico e politico.
    L’amore del cuore e Caffettiera blu sono i due atti unici del testo Cuore Blu e si incentrano uno sull’attesa e l’altro sull’inganno. In L’amore del cuore una famiglia – i genitori Alice e Brian, la zia Maisie, il fratello Lewis – attende il ritorno dall’Australia della figlia maggiore Susy; in Caffettiera blu un truffatore mente a diverse donne di mezza età fingendo di essere il figlio dato in adozione appena nato. Piccole storie, che una consumata e inventiva manipolazione del linguaggio e della macchina teatrale trasforma in parabole complesse: sulla futilità dell’esistenza, sulle aporie della comunicazione, sulla natura costruita e fragile di un soggetto non più concepibile come unificato e coerente. Le identità dei personaggi si disintegrano insieme alle convenzioni e alle aspettative spettatoriali, in un gioco di “distruzione” che revivifica l’idea stessa di teatro.

    Paola Bono ha insegnato al Dams dell’Università Roma Tre. Affascinata dalle trasformazioni di storie, temi, figure attraverso diversi mezzi espressivi e attraverso secoli e culture, appassionata di teatro, letteratura e didattica, attiva nel femminismo italiano e internazionale, cerca sempre di tenere insieme i suoi diversi amori. Dunque ha partecipato alla fondazione della Società Italiana delle Letterate, di cui è stata la prima presidente; ha introdotto le riscritture di La tempesta della poeta indiana Suniti Namjoshi (Napoli, 2008); per la rivista DWFdonnawomanfemme, della cui redazione ha fatto parte per molti anni ha curato due numeri monografici su “Mostrare il cambiamento. Donne politica spettacolo” (n. 4, 2005 e n. 1, 2006), e per lo European Journal of Women’s Studies – della cui redazione ha pure fatto parte per quindici anni – un numero su “Spectacular Women” (n. 3, 2004, insieme a Roberta Gandolfi); in Schermi elisabettiani (Roma, 2003) ha raccolto saggi di su alcuni film tratti da drammi del Cinque-Seicento inglese, a firma sua e di ex studenti; con M. Vittoria Tessitore ha scritto un ampio studio alle molte versioni de Il mito di Didone (Milano, 1998). Ha dedicato due libri, uno a sua firma e l’altro a sua cura, alle versioni cinematografiche di testi shakespeariani come film “di genere”: Il Bardo in musical (Spoleto 2009) e Amleto e Macbeth. Sfumature di noir (Spoleto 2012).

    I testi del “percorso” del 27 e delle mises-en-espaces del 28 maggio sono contenuti in Caryl Churchill, Teatro voll. I e II, Editoria e Spettacolo (collanaPercorsi) a cura di Paola Bono.

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    IATO ORCHESTRA in concerto
    Conduction: MIKE COOPER/GIANFRANCO TEDESCHI

    MIke Cooper lapsteel guitar, conduction
    Gianfranco Tedeschi contrabbasso, conduction
    Eleonora Bruni voce
    Monica Demuru voce
    Errico De Fabritiis sax contralto
    Alberto Popolla clarinetto
    Michael Thieke clarinetto
    Stefano Di Cicco tromba
    Sebi Tramontana trombone
    Mario Camporeale trombone
    Enrica Vatteroni trombone
    Luca Tilli violoncello
    Alvin Curran elettronica
    Antonia Gozzi elettronica
    Andrea Pesce synth
    Riccardo La Barbera elettronica
    Aurora Barbatelli arpa celtica
    Luca Venitucci pianoforte, fisarmonica
    Francesco Lo Cascio vibrafono
    Lorenzo Tarducci chitarra elettrica, fx
    Stefano Acunzo basso elettrico
    Cristiano De Fabritiis batteria
    Fabrizio Spera batteria

    IATO ORCHESTRA
    Iato Orchestra è un grande ensemble nato spontaneamente da un gruppo di musicisti con l’intento di esplorare insieme nuove e diverse possibilità creative di fare musica.
    Centro di aggregazione di questa realtà è stata la rassegna Iato, che dal 2003 al 2012 ha organizzato stabilmente concerti di musica di ricerca presso “Il Cantiere”, storico spazio sociale a Trastevere (Roma).
    Dai primi incontri del 2010, fondati sulla libera improvvisazione, il gruppo si è’ poi confrontato con le composizioni e le conduction a cura di Mike Cooper (“Que viva Mexico”), Alvin Curran, Roberto Bellatalla, Tim Hodgkinson, Gianfranco Tedeschi, Elio Martusciello, Luca Venitucci, Stefano Tedesco, Fabrizio Spera.
    Dal 2012 è attiva la collaborazione continuativa con l’Angelo Mai.

    MIKE COOPER
    Chitarrista, esploratore musicale, artista visivo e videomaker.
    Ha iniziato la sua carriera partecipando, come è più di altri, al boom della musica blues in Gran Bretagna alla fine degli anni ’60. Egli ha ampliato i limiti dell’uso della chitarra ancor più che i suoi contemporanei più noti Davy Graham, Bert Jansch, John Renbourne ecc., percorrendo zone musicali d’avanguardia, oggi occupate anche da innovatori come Elliott Sharp, Keith Rowe, Fred Frith o Marc Ribot, praticando un eclettico mix di molti stili, dalle sue canzoni originali idiosincratiche, al blues country tradizionale, dal folk all’improvvisazione libera, dall’exotica alla musica elettronica, alle tecniche estese nell’uso della chitarra. Negli ultimi 25 anni è stato in tournée in tutto il mondo in particolare nel Sud-Est asiatico, il Pacifico, l’Australia e la Nuova Zelanda come solista o collaborando con artisti e musicisti locali. La sua discografia supera i 100 dischi. Come film e videomaker il suo lavoro è spesso rappresentato nelle sue esibizioni dal vivo. Nel 2011 ha debuttato con il suo primo video Hotel Hibiscus City, inizialmente concepito come una performance dal vivo, che egli ha scritto, fotografato, montato e musicato. Un’installazione solista / proiezione / mostra dal titolo Some Sound Point Of View ha avuto luogo per un mese al GRIM a Marsiglia, Francia nel dicembre 2008.
    Per più di 20 anni ha composto ed eseguito musica dal vivo per il cinema muto classico e contemporaneo . Tra questi White Shadows In The South Seas di WS Van Dyke e Robert Flaherty; TABU di Frederic Murnau ed Aelita di Yakov Protazanov. E’ stato docente ospite ed ha tenuto seminari presso università e college di tutto il mondo sulla
    composizione di musica per film, l’improvvisazione e la scrittura di canzoni.
    Nel 2012 è stato artista “residente” per un mese a Punta Ubin, Singapore. Questa permanenza è culminata nella realizzazione di Walking In Ubin – una mappa sonora dell’isola, tre film brevi video e il download gratuito delle sue registrazioni sul campo. Nel 2013 ha realizzato le parti audio e video per il progetto dal vivo Outback and Beyond con la
    collaborazione di Grayson Cooke, che ha vinto un premio al Tokyo New Media Arts Festival. Questo lavoro è stato anche eseguito/proiettato nel 2013 in altri festival internazionali. Sempre nel 2013 è stato artista residente a Lamma Island, vicino a Hong Kong, ospite dell’organizzazione Soundpocket.

    GIANFRANCO TEDESCHI
    Gianfranco Tedeschi si è diplomato in contrabbasso ed ha studiato composizione al Conservatorio di Roma. Come compositore ha scritto e realizzato opere per documentari, per il teatro e per la danza in spettacoli presentati nei maggiori Festival Internazionali. Come strumentista ha collaborato con l’accademia di S.Cecilia. Ha partecipato negli ultimi vent’anni, in collaborazione con numerosi musicisti appartenenti all’area della musica contemporanea, del jazz d’avanguardia e della libera improvvisazione, alle più importanti rassegne italiane ed europee.

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    28 maggio 2015
    ore 20.30 L’amore del cuore regia di Lisa Ferlazzo Natoli/lacasadargilla
    con Sylvia De Fanti, Tania Garribba, Lorenzo La Posta, Alice Palazzi, Francesco Villano

    ore 22.00 Caffettiera blu regia di Giorgina Pi/Bluemotion
    con Sylvia De Fanti, Mauro Milone, Aglaia Mora, Laura Pizzirani, Simona Senzacqua, Francesco Villano