• FORTUNY
  • DA_DOVE_STO_CHIAMANDO
    un progetto per il teatro

    FORTUNY
    di Anagoor

    concept Simone Derai, Moreno Callegari, Marco Menegoni
    con Anna Bragagnolo, Pierantonio Bragagnolo, Moreno Callegari, Marco Menegoni
    coreografia Anna Bragagnolo, Simone Derai, Moreno Callegari, Pierantonio Bragagnolo
    ideazione scene e costumi Simone Derai, Moreno Callegari, Marco Menegoni
    progettazione e realizzazione scene e costumi Simone Derai, Serena Bussolaro, Mauro Parolini, Silvia Bragagnolo, Sabrina Pozzobon
    materiale fotografico archivio fotografico Fortuny, Gallerie dell‟Accademia Venezia, Ernst Friedrich
    video Simone Derai, Marco Menegoni
    musiche Marco Menegoni, Paola Dallan
    arrangiamento e canti Paola Dallan, Emanuela Guizzon
    arrangiamento per organo Anna Furlan
    regia Simone Derai
    produzione Anagoor
    coproduzione Città di Venezia / Teatro Fondamenta Nuove, Centrale Fies, Operaestate Festival Veneto
    in collaborazione con Museo Fortuny e Fondazione Musei Civici Veneziani, Contemporanea Festival/Teatro Metastasio Stabile della Toscana
    con il patrocinio di Regione del Veneto
    si ringrazia Fortuny spa, Pallucco srl
    con il supporto di Apap Network Cultur Program of European Union
    Anagoor fa parte del progetto Fies Factory

  • L’arte come tensione morale, la disperata difesa della memoria, la fragilità della bellezza in un Paese che sembra calpestarla impunemente sono le linee guida del nuovo percorso teatrale di Anagoor.

    Mariano Fortuny y Madrazo (1871-1949), andaluso di Granada e veneziano d’adozione, fu tintore di stoffe alchimista, “stampatore di nuove generazioni di astri, pianeti, animali” nelle parole di D’Annunzio. Un artista del tessuto, del teatro e della fotografia e un collezionista d’arte, allo stesso tempo, ossessionato dalla bellezza e dal desiderio di carpire l’essenza di Venezia e trasformarla.

    FORTUNY non è uno spettacolo teatrale attorno alla figura di Mariano Fortuny, ma di lui assume lo sguardo complesso sulla preziosa delicatezza di Venezia con l’intento di catturare il cuore del suo fervente lavoro sulla catalogazione della memoria e sulla trasmissione delle forme.
    La scena del conflitto è il ventre di una nave, l’interno di un palazzo, un museo, un’arca.
    L’adolescente che si scherma, come una crisalide, ma che, ribollente sotto il cappuccio, è pronto anche ad armarsi, è al centro di questa scena.
    L’azione è un tentativo corsaro di trafugare un tesoro di simboli ed immagini, violarli, strappandoli all’uso strumentale e non critico che si fa della storia e della tradizione, confidando nel potere sovversivo di questo stesso patrimonio. Un patrimonio di forme luminose, oggi troppo spesso dimenticate, con radici che affondano nel sangue e nella disperazione di vite e destini passati.
    La drammaturgia per immagini sceglie la forma dell’enigma perché il pensiero sia più chiaro a chi vorrà ascoltare e vedere. Questi giovani pirati entrano nel labirinto a passo di danza, con movenze che inseguono le trame sinuose del dedalo. Danza, labirinto, enigma, tessuto, destino, fortuna, dolore e memoria sono da sempre connessi in un unico indissolubile intreccio. Fusi ed indistinguibili come i colori dell’iride.

    Anche oggi, in una realtà come quella italiana, la disaffezione ignorante e criminale per la memoria culturale e per la bellezza, lo strazio subìto dalla terra e dal paesaggio, e il disagio di chi vive una delicatissima età di formazione corrono velocissimi su binari paralleli e talvolta spaventosamente si intrecciano. Non potrebbe essere altrimenti per chi nella fase di metamorfosi percepisce la fragilità delle cose preziose e la noncuranza con cui le cose preziose sono sacrificate in nome del profitto infinito. Un sentire che subito si incarna, ferisce, rende il sé duro e fragile al tempo stesso. Sono tensioni che vibrano latenti e minacciano di esplodere. Quando a più livelli i padri sono assenti o si fanno osservare senza vergogna sconvolti dal furore luminoso del dominio e della fortuna allora si addensano nubi all’orizzonte che non promettono niente di buono. E a Venezia, in epoca rinascimentale il legame tra fortuna e tempesta era ben conosciuto.

    Sappiamo “che l’illuminazione artificiale – i lampioni, i fari – sconvolge profondamente la vita delle lucciole, così come di tutte le altre specie notturne. Talvolta, in casi estremi, provoca comportamenti suicidari, ad esempio quando le larve salgono sui pali elettrici e si trasformano in pupe – dalla voce latina pupa, “bambola”, che indica lo stadio intermedio tra la larva e l’imago, detta anche ninfa -, esposte pericolosamente ai predatori diurni e al sole che dissecca fino alla morte. Ma dobbiamo sapere che, malgrado tutto, delle lucciole hanno costituito altrove le loro belle comunità luminose (…)”
    e sono pronte a resistere.

    Georges Didi-Huberman

     Il progetto FORTUNY consta di una performance teatrale principale e di episodi site-specific concepiti per luoghi straordinari come spazi architettonici storici e museali.

     

    Anagoor nasce a Castelfranco Veneto nel 2000 raccogliendo, attorno alle figure di Simone Derai e Paola Dallan, la precedente esperienza di un gruppo di artisti del teatro. Al primo nucleo si aggiungono Anna Bragagnolo, Marco Menegoni, Moreno Callegari, Eloisa Bressan e Pierantonio Bragagnolo, contribuendo alla definizione del gruppo e alla sua direzione.
    La formazione dei componenti include lo studio della filologia classica, della storia dell’arte, dell’architettura, delle arti visive, della danza, della musica e un lungo apprendistato teatrale. Oggi Anagoor è, contemporaneamente, una delle più impegnate nuove compagnie teatrali del Veneto e una riconosciuta forza promotrice della diffusione dei linguaggi performativi contemporanei. Dal 2011 Anagoor è membro del Network APAP. Nel 2011 Tempesta debutta a Londra all’ICA – Institute of Contemporary Arts, all’interno dell’International Mime Festival e crea Ballo Venezia, evento straordinario appositamente creato per il Museo Fortuny, Venezia.
    Nel 2010 è tra i finalisti del Premio OFF del Teatro Stabile del Veneto. Nel 2009 riceve per Tempesta una Segnalazione Speciale al Premio Scenario. Dal 2009 Anagoor fa parte del progetto Fies Factory. Nel 2008 è finalista con *jeug- al Premio Extra. Nel 2007 Il Corriere della Sera, insieme a Regione Veneto e Fuori Biennale, nella pubblicazione Please Disturb annovera Anagoor tra le principali quattro compagnie venete di teatro contemporaneo. OperaEstate Festival e Regione Veneto nel 2007 hanno inserito Anagoor – insieme a Pathosformel, Babilonia teatri – in Piattaforma Teatro Veneto: vetrina delle principali nuove realtà teatrali della regione.
    La Compagnia continua ad indagare in una direzione che, a partire da archetipi da cui è impossibile sottrarsi, le consenta l’invenzione di nuove drammaturgie iconografiche, in uno sforzo mitopoietico originale che è il distillato di tutto ciò che conserviamo nel nostro DNA culturale. Quello di Anagoor è un teatro in perenne tensione tra la balbuzie della barbarie e lo splendore cristallino del neoclassico.
    Nei primi mesi del 2008 Anagoor ha inaugurato, a Castelminio di Resana (TV), LA CONIGLIERA. Situato in aperta campagna, questo spazio teatrale, nasce dal recupero di un precedente allevamento cunicolo ed è ora una culla per le arti performative contemporanee, offrendo appoggio e residenza anche ad altri artisti e gruppi. Dal 2003 Anagoor organizza a Castelfranco Veneto ogni estate un appuntamento dedicato alla scena contemporanea creando occasione d’incontro tra artisti nazionali ed internazionali.

    Per prenotazioni scrivere a prenotazioni@angelomai.org

  • Servizi disponibili:
  • Prezzo dell'evento: 9 euro, Ridotto per under 25: 7 euro
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