• WEST di Fanny & Alexander
  • In occasione del suo venticinquesimo compleanno, Fanny & Alexander propone, su e giù per l’Italia, alcuni dei lavori che hanno fatto la storia della compagnia. Si parte dall’Angelo Mai di Roma con lo spettacolo West del ciclo O/Z. All’interno di questo anno di festeggiamento, c’è anche l’idea di raccogliere le memorie e i ricordi intorno agli spettacoli della compagnia, sollecitando spettatori, curatori, studiosi o critici al fine di creare – entro la fine dell’anno – un grande atlante di ricordi. #25FA 

    WEST 
    Fanny & Alexander 
    Ciclo O/Z 

    produzione Fanny & Alexander, Festival delle Colline Torinesi
    ideazione Luigi De Angelis e Chiara Lagani
    dj-set Mirto Baliani 
    drammaturgia Chiara Lagani
    testi Chiara Lagani e Francesca Mazza
    costumi Chiara Lagani e Sofia Vannini 
    regia, spazio scenico Luigi De Angelis

    con Francesca Mazza
    persuasori occulti Marco Cavalcoli e Chiara Lagani

    realizzazione scenotecnica Nicola Fagnani (Atelier OperaOvunque) con Giovanni Cavalcoli e Simonetta Venturini
    sartoria Marta Benini
    comunicazione e organizzazione Ilenia Carrone 
    amministrazione Marco Cavalcoli e Debora Pazienza

    si ringraziano Ravenna Teatro – Teatro delle Albe, Davide Sacco 

    Premi
    Francesca Mazza si è aggiudicata il Premio Ubu 2010 come attrice protagonista per WEST e il ciclo O/Z di Fanny & Alexander. 
    “West” è l’estremo dei punti cardinali della storia del Mago di Oz. Lo spettatore sarà “imprigionato” assieme a Dorothy da una strana forma di incantesimo, una trappola del linguaggio capace di sospendere a tratti la facoltà di esprimere un giudizio, la possibilità di compiere delle scelte, dire sì o no alle cose che saranno proposte.
    Il lavoro, incentrato sulle tecniche della manipolazione sottile del linguaggio pubblicitario, intersecherà motivi mitici a motivi legati alla contemporaneità, alla cronaca e ai grandi emblemi dell’occidente.
    Lo spettatore è qui un consumatore, oggetto di stimoli continui, soggetto alle trame sottili di una persuasione occulta ai suoi danni continuamente perpetrata, prigioniero e allo stesso tempo potenziale scardinatore della gabbia in cui è stato calato: scendere vigilmente nel pozzo profondo in cui precipita la truccatura della “strega”, le sofisticate tecniche della comunicazione massmediatica, vuol dire assumersi l’impresa della risalita, e al contempo il rischio del non ritorno.
    “West” sarà una sorta di parabola contradditoria, una metafora dell’immaginario contemporaneo e delle sue derive, del potere che le immagini hanno su di noi.
    Sullo sfondo l‘Occidente e i suoi simboli, e il corpo martoriato eppure incredibilmente “normale” della nostra società.

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