• FA’AFAFINE
  • FA’AFAFINE
    18 Marzo replica alle alle 18.00 e replica alle 21.00 
    19 Marzo replica alle 12.00 e replica alle 19.00
    20 Marzo replica per le scuole alle 11.30
    consigliamo di prenotare a prenotazioni@angelomai.org

    testo e regia Giuliano Scarpinato
    con Michele Degirolamo
    in video Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori
     
    visual media Daniele Salaris – Videostille
    progetto scenico Caterina Guia
    assistente scene e costumi Giovanna Stinga
    luci Giovanna Bellini
    illustrazioni Francesco Gallo – Videostille
    produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia / Teatro Biondo Palermo
     
    fascia d’età: dagli 8 anni

    durata: 60 min

     

     

    “Siamo incommensurabilmente fortunati ad avere un figlio di genere non conforme. È troppo facile sentirti fortunato quando ottieni quello che desideri. Riesci a sentirti così e continuare ad essere riconoscente quando le cose non vanno come ti aspettavi?

    Sì, ci riesci. È questo che ci ha insegnato C.J.”

    Lori Duron, Il mio bellissimo arcobaleno

     

    Esiste una parola nella lingua di Samoa, che definisce coloro che sin da bambini non amano identificarsi in un sesso o nell’altro. Fa’afafine vengono chiamati: un vero e proprio terzo sesso cui la società non impone una scelta, e che gode di considerazione e rispetto. Alex non vive a Samoa, ma vorrebbe anche lui essere un “fa’afafine”; è un “gender creative child”, o semplicemente un bambino-bambina, come ama rispondere quando qualcuno gli chiede se è maschio o femmina. La sua stanza è un mondo senza confini che la geografia possa definire: ci sono il mare e le montagne, il sole e la luna, i pesci e gli uccelli, tutto insieme. Il suo letto è una zattera o un aereo, un castello o una navicella spaziale.

    Oggi per Alex è un giorno importante: ha deciso di dire ad Elliot che gli vuole bene, ma non come agli altri, in un modo speciale. Cosa indossare per incontrarlo? Il vestito da principessa o le scarpette da calcio? Occhiali da aviatore o collana a fiori? Alex ha sempre le idee chiare su ciò che vuole essere: i giorni pari è maschio e i dispari è femmina, dice. Ma oggi è diverso: è innamorato, per la prima volta, e sente che tutto questo non basta più. Oggi vorrebbe essere tutto insieme, come l’unicorno, l’ornitorinco, o i dinosauri.

    Fuori dalla stanza di Alex ci sono Susan e Rob, i suoi genitori. Lui non vuole farli entrare; ha paura che non capiscano, e probabilmente è vero, o almeno lo è stato, fino a questo momento. Nessuno ha spiegato a Susan e Rob come si fa con un bambino così speciale; hanno pensato che fosse un problema, hanno creduto di doverlo cambiare.

    Alex, Susan e Rob. Questo spettacolo è il racconto di un giorno nelle loro vite, un giorno che le cambierà tutte. Un giorno speciale in cui un bambino-bambina diventa il papà-mamma dei suoi genitori, e insegna loro a non avere paura. Quando Alex aprirà la porta, tutto sarà nuovo.

     

    MOTIVAZIONE DELLA GIURIA – Eolo Award 2016

    Per aver creato uno spettacolo davvero unico nel teatro ragazzi italiano per le poetiche e incisive modalità con cui viene proposto un tema ancora considerato tabù, non solo nel teatro per l’infanzia.
    Lo spettacolo, attraverso una perfetta mescolanza di ironia e adesione emozionale, narra la storia di Alex, un bambino interpretato in modo credibilissimo dal ventottenne Michele Degirolamo, che non ha ancora deciso se essere maschio o femmina. Il tema della libera ricerca della propria identità sessuale come atto imprescindibile della felicità di ogni essere umano, e la sua rappresentazione nel medesimo tempo leggera e profonda in tutti i suoi aspetti, fanno dello spettacolo un’esperienza assolutamente necessaria per il mondo del teatro ragazzi italiano, ma non solo. Lo spettacolo dovrebbe esser proposto, di rigore, in tutte le scuole del nostro Paese.

     

    MOTIVAZIONE DELLA GIURIA – Premio Infogiovani / FIT festival Lugano 2015

    Per la magia e la poesia racchiuse in un racconto trattato con leggerezza e innocenza fanciullesca.

    Dopo una combattuta discussione, la giuria ha voluto premiare la drammaturgia accurata del regista, Giuliano Scarpinato, e l’interpretazione dell’attore, Michele Degirolamo, i cui elementi si sono fusi con gli effetti speciali della pièce in grado di coinvolgere lo spettatore in una realtà forte, ma non sempre ovvia.

    La spiazzante delicatezza con cui il tema è stato trattato ha colpito e stupito il pubblico composto prevalentemente da giovani.

    Le emozioni e il conflitto interiore sono stati portati in scena unendosi alla fervida interpretazione del protagonista Alex, facendone uno strumento di fuga per non affrontare il mondo.

     

    MOTIVAZIONE DELLA GIURIA – Premio Scenario infanzia 2014

    La storia di un adolescente alla scoperta di sé e della sua identità sessuale ci introduce in uno spazio famigliare popolato di giochi e attraversato da conflitti e aperture oniriche. Un tema arduo, individuato con coraggio e accuratezza di indagine e portato in scena da attori dotati di ironia e leggerezza. Un’occasione importante per stimolare una discussione sulla differenza di genere in ambito educativo e formativo.

     

    DALLA RASSEGNA STAMPA

     

    “Teatro e Critica. net”, 5 aprile 2016

    di Sergio lo Gatto e Lucia Medri

    […]Nella storia di Alex e del suo sogno di poter “interpretare” se stesso alla maniera che preferisce, senza che una scelta radicale lo costringa a nascondere vestiti da principessa e bambole rosa, i bambini sembrano aver trovato innanzitutto una enigmatica ma efficace riflessione sul concetto di libertà nella vita che si preparano ad attraversare […]il lavoro di Giuliano Scarpinato riesce a cogliere le domande, le urgenze e le contraddizioni di un tema come questo manovrando con intelligenza una delle principali leve del teatro, l’atto del mostrare. […]

     

    “Paperstreet.it”, 2 aprile 2016

    di Sarah Curati

    […] È molto facile sentirsi comodi nella normalità. Meno facile è rendere “normale”ciò che non lo è – amarlo, accettarlo in modo incondizionato – avere il coraggio di essere se stessi senza dare spiegazioni, senza avere paura. Questa è la piccola-grande rivoluzione che Fa’afafine porta sul palco, con estrema grazia, delicatezza e intelligenza […]

     

    “Gli stati generali”, 30 marzo 2016

    di Andrea Porcheddu

    […]Al di là della trama, quel che preme sottolineare è dunque la precisa volontà di affrontare il tema non da un punto di vista concettuale e teorico, quanto nella sua semplicissima, immediata realtà […] Lui, Alex, è semplicemente se stesso e come tale vorrebbe vivere e crescere. Una cosa rivoluzionaria nell’Italia di oggi, no?

    Fa’afafine senza dubbio brilla come un piccolo gioiello poetico, e colpisce, addirittura commuove anche noi vecchietti […]

     

    “La gazzetta di Parma”, 20 marzo 2016

    di Valeria Ottolenghi

    Una tematica ardua affrontata in scena con intelligenza, leggerezza, un’alta, raffinata, originale teatralità […] Uno spettacolo spiritoso e malinconico ad un tempo. […]

     

    “I-D.VICE.COM”, 15 gennaio 2016

    […] Dopo l’acceso dibattito dello scorso settembre riguardo all’insegnamento della teoria gender nelle scuole italiane e il crescente interesse verso tematiche legate al genere e all’identità sessuale, questo spettacolo, che si è aggiudicato il Premio Scenario infanzia 2014, sembra un’ottima occasione per imparare qualcosa in più sull’argomento e per aprire i nostri orizzonti nel tentativo di abbattere il sessismo e l’omofobia.

     

    “Linus”, a. LI, n.9 (9/2015)

    di Sandro Avanzo

    […] Se il Premio Scenario Ragazzi 2014 è stato assegnato a Giuliano Scarpinato per Fa’afafine – mi chiamo Alex e sono un dinosauro un qualche valido motivo ci sarà. Michele Degirolamo interpreta il ruolo di un bambino-bambina che in un giorno speciale ha deciso di dichiarare a Elliot di considerarlo più speciale che non un semplice amico ma deve prima convincere i genitori che il bello sta proprio nell’essere speciali, “tutto insieme, come l’unicorno, l’ornitorinco, o i dinosauri”. […]

     

    “Hystrio”, a. XXVIII, n. 61 (1/2015)

    di Mario Bianchi

    […] Fa’afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro parla di identità sessuale in modo molto diretto, ma assolutamente plausibile e poetico, contraddicendo una regola non scritta del teatro ragazzi: mai rappresentare una sessualità fuori dalla norma. AI centro dello spettacolo vi è Alex, interpretato in modo spontaneo e credibilissimo da Michele Degerolamo. Alex si presenta come un Fa’afafine, parola che, nella lingua di Samoa, definisce coloro che sin da bambini non amano identificarsi in un sesso o nell’altro e perciò sono ritenuti sacri. Lo spettacolo lo rappresenta nella sua stanza mentre ha deciso di dire al suo EIliot che gli vuole bene. E nel prepararsi al grande incontro è aiutato dai suoi giocattoli che, uno a uno, gli suggeriscono come vestirsi: da maschio, da femmina o da tutte e due insieme? Questo è il problema. E mentre è intento a questa scelta, i genitori lo guardano dal buco della serratura. Non capiscono, nessuno ha spiegato loro come si fa con un bambino così speciale, pensano che sia un problema, credono di doverlo cambiare, ma sarà verosimilmente lui a cambiare loro. […]

     

    “klpteatro.it”, 13 novembre 2014

    di Mario Bianchi

    […] Il progetto di Giuliano Scarpinato, con mescolanza perfetta tra ironia e adesione emozionale per il tema proposto, è ben scritto in tutti i suoi aspetti, ed assolutamente necessario per il mondo del teatro ragazzi italiano ma non solo. […]

     

    “teatroecritica.net”, 12 novembre 2014

    di Gaia Clotilde Chernetich

    […] La proposta di Scarpinato eccelle, non solo per la scelta di un tema quasi inedito: la definizione del genere sessuale nell’infanzia. […] Oltre ad essere uno spettacolo interessante per tutti, costituisce soprattutto una preziosa opportunità di sancire – finalmente – l’uguaglianza tra le diverse problematiche affrontate dai più giovani, senza tabù. […]

     

     

    BIO

     

    Giuliano, Michele e Gioia si incontrano nel 2013 in occasione di un workshop, dove scoprono di condividere passioni e desideri teatrali. “Fa’afafine – mi chiamo Alex e sono un dinosauro” è il loro primo progetto insieme. La compagnia ha sede a Roma.

    Giuliano Scarpinato (Palermo 1983) è attore, regista e drammaturgo. Nel 2006 si laurea in lettere moderne con una tesi sul teatro di Pier Paolo Pasolini. Nel 2009 si diploma presso la scuola per attori del Teatro Stabile di Torino fondata da Luca Ronconi e diretta da Mauro Avogadro.

    In teatro lavora come attore, tra gli altri, con John Turturro (Italian Folktales), Carlo Cecchi (La dodicesima notte), Giancarlo Sepe (Jekyll e Hyde), Emma Dante (Verso Medea, La muta di Portici, Feuersnot), Marco Baliani (Un paese di nuvole e fiori), Daniele Salvo (Aiace, Edipo re, Re Lear, Gramsci a Turi), Cristina Pezzoli (Antigone), Carmelo Rifici (Fedra), Mauro Avogadro (L’incorruttibile, Tre De Musset). Nel 2011 riceve la segnalazione speciale della giuria al Premio Hystrio alla vocazione.

    Come regista debutta nel 2009, dirigendo i suoi colleghi di corso al Teatro Stabile di Torino in un allestimento de I ciechi di Maeterlink che va in scena per il Festival delle Colline Torinesi.

    Da qualche anno lavora appassionatamente nell’ambito del teatro ragazzi. Nel 2012 è finalista al Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo La fortuna di Philèas, liberamente tratto dal libro illustrato “La grande fabbrica delle parole” di Agnes Delestrade e Valeria Docampo. Nel 2014 vince il Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo Fa’afafine – mi chiamo Alex e sono un dinosauro, incentrato sulla vicenda di un “gender fluid child “ e dei suoi genitori; lo spettacolo, insignito del premio per aver affrontato, per la prima volta nel teatro ragazzi italiano, il delicato tema della diversità di genere, riceve in seguito anche il prestigioso Premio Infogiovani al Festival Internazionale del Teatro di Lugano, e l’Eolo Award come miglior spettacolo di Teatro Ragazzi e Giovani del 2016.

    Nel 2015 Giuliano dirige Elettra di Hugo von Hofmannsthal per il festival “Dionisiache”, nella splendida cornice del Tempio Dorico di Segesta.

     

    Michele Degirolamo (Monopoli 1987) inizia i suoi studi teatrali all’età di 11 anni. Otto anni più tardi si trasferisce a Roma, dove studia per tre anni con Gisella Burinato. Segue poi workshop con Valerio Binasco, Pierfrancesco Favino, Jurij Ferrini, Stefania De Santis, Motus. Come protagonista, Michele fa  il suo debutto in teatro a Roma nel 2007 con Mercury Fur, diretto da C. E. Lerici, e nel 2009 per la sua interpretazione in Masked – Legami di Sangue, di Maddalena Fallucchi, rientra nella terna dei finalisti de’ ”Gli Olimpici del teatro” per la categoria “Miglior attore emergente del teatro italiano”. Nel 2013 Michele interpreta il ruolo di protagonista nel film AMOREODIO, diretto da C. Scardigno, proiettato al ‘Festival del cinema internazionale di Montreal’ e poi al “Festival del cinema italiano”di Annecy, Francia. Prende parte a varie serie televisive, tra cui Don Matteo (2010, protagonista di puntata) e La Squadra (2012). Nel 2015/2016 recita in Aspettando Godot, regia di Maurizio Scaparro. Nello stesso anno è il protagonista di Fa’afafine – mi chiamo Alex e sono un dinosauro, diretto da Giuliano Scarpinato, vincitore del Premio Scenario Infanzia 2014, del Premio Infogiovani 2015 – Festival Internazionale del Teatro di Lugano, e dell’Eolo Award 2016 – miglio spettacolo di teatro ragazzi e giovani.

     

    Gioia Salvatori nasce a Roma nel 1982. Frequenta presso il Centro Teatro Ateneo dell’ Università di Roma “La  Sapienza” un triennio di Alta Formazione in Commedia dell’Arte sotto la guida di Carlo Boso, Claudio De Maglio e Claudia Contin. Nel 2009 frequenta  presso il Teatro Due di Parma il corso di formazione “ L’attore europeo fra danza, teatro e musica” con docenti tra cui Gigi Dall’Aglio, Michela Lucenti/ Balletto Civile, Laura Forti, Victor Bodo. Negli anni successivi lavora con il Teatro Due di Parma (“Pene d’amor perdute”, regia di Gigi dall’Aglio, “Vorrei sapere che cazzo c’è da ridere” ed “Everything to come” di Michela Lucenti/Balletto Civile), il Teatro Stabile di Verona ( “Il bugiardo”, regia di P.Valerio) e collabora con varie compagnie indipendenti. Affianca all’attività di attrice anche quella di autrice.

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