• Balletto Civile | Killing Desdemona
  • Balletto Civile
    Killing Desdemona
    liberamente tratto da Otello di W. Shakespeare
    16, 17, 18, 19 novembre
    h 20.45

    ideazione Michela Lucenti e Maurizio Camilli
    regia e coreografia Michela Lucenti
    assistente alla regia Enrico Casale
    musica originale eseguita dal vivo Jochen Arbeit (Einstürzende Neubauten)
    interpretato e creato da Fabio Bergalio, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello, Michela Lucenti, Demian Troiano, Natalia Vallebona
    scene Alessandro Ratti
    costumi Chiara Defant 
    disegno luci Stefano Mazzanti 
    suono Tiziano Scali
    acting coach Francesco Origo
    organizzazione Andrea Cerri
    una produzione Balletto Civile
    coprodotto da Festival delle Colline Torinesi, Ravello Festival, Neukoellner Oper Berlin, Compagnia Gli Scarti
    con il sostegno di Mare Culturale Urbano, CTB Centro Teatrale Bresciano, Festival Resistere e Creare, Centro Dialma Ruggiero-FuoriLuogo 

    Io lavoro tra le crepe, dove la voce inizia a danzare, dove il corpo inizia a cantare, dove il teatro diventa cinema 
    (Meredith Monk)

    Uccidendo il mistero. La poesia dell’amore è fragilissima, per noi è canto, gesto.
    Il discorso non c’entra e quando arriva distrugge il mistero, cerca di spiegarlo di dipanare i suoi rivoli più profondi.
    Cerchiamo di razionalizzare ciò che per essenza è irrazionale, quello che lega due persone, ciò che per definizione è intangibile. E che cosa ci definisce puri se non l’essere incorruttibili sul nostro profondo sentire. Quando lo spazio privato, intimo diventa pubblico, lì il nostro io profondo deve essere difeso preservato.
    Otello sente con forza ed è questo che lo rende affascinante, ma è troppo fragile nel difendere quello che ama, che sente, ha paura di essere ingannato soprattutto da se stesso, vive in pieno l’insicurezza occidentale, che destruttura ogni antica certezza.
    Jago è un conquistatore, entra a gamba tesa sul terreno fragile, entra per distruggere per disilludere. È un one man show senza quarta parete, il suo spazio ė il proscenio (dove tra l’altro lo colloca da libretto anche Boito nella versione Verdiana), dialoga con il pubblico, è il tramite, il veicolo che cerca di far intendere, è lui che crea la possibilità della storia.
    Jago distrugge il mistero, prepara con lunga gettata la parabola di uccisione di Desdemona, malgrado le menzogne, rimane sempre se stesso, nascondendosi dietro la maschera della normalità e della correttezza, solo negli a parte gli spettatori vedono la sua vera natura, in un work in progress simile a quello di un artista, dove si trasformerà con disinvoltura in uno straordinario, intelligente improvvisatore, portando alle estreme conseguenze il suo individualismo, fino a trasformare l’etica in estetica del male.
    Desdemona è appunto il mistero, l’intangibilità del corpo di Desdemona che corrisponde alla sua purezza è l’unica risposta che il dramma può offrire di fronte all’incalzare del caos.
    Tutti i personaggi maschili, anche Roderigo, lo stesso Cassio, vogliono esercitare il loro potere su Desdemona e sul suo corpo. Niente di più attuale direi.
    Solo una solidarietà femminile nei gesti quotidiani, il semplice accudire come contenitore di senso al di là delle parole, questo le donne lo sanno fare. Questa come unica sapienza antica nostro malgrado.
    La nostra Venezia avrà pochi elementi a segnare uno spazio metafisico, tutto è aperto, condiviso, non ci sono altro che corpi in relazione che non possono difendersi né nascondersi, poi ci sarà il proscenio come una ribalta da commedia dell’arte, che sarà percorso da un veneto vero e proprio che saprà parlare senza mezzi termini di quello che tiene in piedi questo nostro paese, i soldi, e lo farà solo attraverso le parole di Shakespeare.
    Il ritmo non si allenterà non importa se si ride o si piange, tutto deve continuare alla luce del sole.
    Per noi non è mettere in scena il dramma della gelosia, ma l’interruzione di una sensibilità altra, poetica, fisica, musicale, femminile.
    Una sensibilità che è difficile spiegare, che sta all’origine del mistero e dell’atto vero e proprio del creare, che produrrà sempre azioni di distruzione da parte del mondo maschile che lotta per comprenderla, per possederla, che quando non può averla la annienta.
    Un cast per lo più al maschile intorno ad una fragilissima donna, che con la forza di un usignolo, una simil Edith Piaf, è forte nel difendere sino in fondo la sua purezza di senso, solo con un canto che urla al mondo il suo diritto di esistere.
    Un manifesto di libertà creativa femminile a partire dall’esistere.
    Una partitura musicale tutta dal vivo scritta ed eseguita dal compositore Berlinese Jochen Arbeit (chitarrista e compositore degli Einstürzende Neubauten e degli Automat) maestro del noise elettronico contemporaneo, che tenderà un filo dall’inizio alla fine, per portare lo spettatore dal sogno alla rottura.

    Bio 
    Michela Lucenti/Ballettto Civile

    Michela Lucenti incontra il lavoro di Pina Bausch attraverso i suoi danzatori Beatrice Libonati e Jan Minarik, conoscenza importante che segnerà profondamente le sue scelte. Frequenta la Scuola Biennale del Teatro Stabile di Genova. Contemporaneamente
    incontra l’ultima fase del lavoro di ricerca di Jerzy Grotowski, attraverso gli insegnamenti di Thomas Richards.

    Nel 2003, come naturale prosecuzione dell’esperienza de L’IMPASTO Comunità Teatrale Nomade, e del lungo rapporto artistico con il regista e drammaturgo Alessandro Berti, fonda il progetto artistico Balletto Civile in collaborazione con Emanuele Braga, Maurizio Camilli, Francesco Gabrielli ed Emanuela Serra,
    L’ equipe di lavoro fin dalla nascita si caratterizza per la ricerca di un linguaggio scenico “totale” privilegiando l’interazione tra teatro, danza e il canto.

    I l CSS Teatro Stabile d’Innovazione del FVG per primo sostiene in residenza il lavoro della compagnia dal 2003 al 2007 .Gli spettacoli prodotti in questi anni con l’ideazione e la coreografia di Michela Lucenti sono: Il Corpo Sociale/Psicoshow II Parte; I Topi , coprodotto con Seas Project Intercult, Stoccolma; Salomon/Il padre dei padri; I Sette a Tebe liberamente tratto dall’opera di Eschilo, coprodotto con Ortigia Festival. ‘Ccelera! di e con Maurizio Camilli; Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti alle arti sceniche ; Battesimi ideazione e coreografia di Michela Lucenti coprodotto con Andersen Festival.

    Parallelamente, tra il 2005 e il 2007, inizia la collaborazione della Lucenti e di Balletto Civile con Valter Malosti con il sostegno del Teatro Stabile di Torino.

    Nell’estate-autunno 2007 prende il via lo studio e la ricerca del Progetto installativo Creature (Isola Palmaria, 5 Terre, Caserta Vecchia,Bologna, Modena, La Spezia) di cui la Lucenti cura l’ideazione e la coreografia.
    A giugno 2007 Ismael Ivo, direttore del Settore Danza della Biennale di Venezia, chiama Michela Lucenti al suo fianco per lo spettacolo Il mercato del corpo; l’anno successivo commissiona alla coreografa un nuovo spettacolo, Creatura coprodotto dalla Fondazione Teatro Due che debutta a giugno nell’edizione 2008 della Biennale di Venezia Festival Danza.

    A gennaio 2009 debutta lo spettacolo Col sole in fronte scritto e interpretato da Maurizio Camilli con la messa in scena e scrittura fisica di Lucenti.

    A luglio 2009, grazie all’incontro con il gruppo di acrobati kenioti Afro Jungle Jeegs debutta al Festival dei Due Mondi di Spoleto lo spettacolo I Prodotti, ideazione e regia di Michela Lucenti e Leonardo Pischedda, coreografie di Michela Lucenti.

    Dal 2009 la Compagnia è in residenza artistica presso la Fondazione Teatro Due di Parma che sostiene l’attività e la ricerca di Balletto Civile coproducendo gli spettacoli successivi: Il Progetto Detriti ideazione e coreografia Michela Lucenti.

    Nel giugno 2010 Michela Lucenti partecipa con un ensemble di coreografi, tra cui Ismael Ivo e Wayne McGregor, ad una coreografia commissionata dall’Accademia Nazionale di Danza.

    A novembre 2010 debutta lo spettacolo L’Amore segreto di Ofelia di Steven Berkoff per la prima volta rappresentato in Italia, di e con Michela Lucenti e Maurizio Camilli.

    Nell’inverno 2010, consolidando il rapporto con la Fondazione Teatro Due, comincia a Parma il progetto Corpo a Corpo che mira alla formazione e costituzione di un nuovo assetto della compagnia.

    A giugno 2011 Michela Lucenti, con lo studio de Il Sacro della Primavera vince il Premio Roma Danza di quell’anno.

    Nell’autunno 2011 il nuovo ensemble di Balletto Civile mette in scena due nuove produzioni, Woyzeck Ricavato Dal Vuoto e la versione definitiva de Il Sacro della Primavera

    Nel luglio 2012 firma le coreografie delle Opere Liriche Carmen e Boheme realizzate allo Sferisterio di Macerata.

    Nel novembre del 2012 debutta”Paradise” liberamente tratto dalle troiane di Euripide, ideazione e coreografia di Michela Lucenti al Festival InContemporanea di Parma.

    A novembre 2012 Balletto Civile riceve il Premio Nazionale della Critica ANCT

    Nel Luglio 2013 debutta a Bolzano Danza How long is now Regia e coreografia Michela Lucenti, musiche originali di Julia Kent.

    Ad Agosto 2013 debutta a Berlino alla Neuköllner Oper Brennero Crash Regia e coreografia Michela Lucenti, musiche originali di Mauro Montalbetti

    A dicembre 2013 firma la regia e le coreografie de Il Flauto Magico di W.A.Mozart , opera lirica prodotta dal Teatro Comunale di Bolzano.

    Nel settembre 2014 debutta al Festival Oriente e Ocidente di Rovereto lo spettacolo IN-erme, diretto da Michela Lucenti in collaborazione con Balletto Civile, musiche originali di Julia Kent e testi di Alessandro Berti. Nel novembre dello stesso anno, con la sua regia debutta sotto forma di studio lo spettacolo Ruggito, nello stesso mese debutta alla Fondazione Teatro Due Madame con Anna Maria Prina e regia di Michela Lucenti.

    Nel gennaio 2015 debuttano al Teatro Regio di Torino Goyescas e Suor Angelica , con la Regia di Andrea de Rosa e la scrittura fisica di Michela Lucenti.

    Nel 2016 debutta con un evento speciale site-specific: Orfeo Rave co-prodotto con Teatro della Tosse, presso il padiglione Blu della Fiera del Mare di Genova e con due nuovi lavori: Killing Desdemona co-prodotto da Ravello Festival, Olimpico di Vicenza, Neukòllner Oper Berlin, Festival delle Colline Torinesi con le musiche dal vivo di Jochen Arbeit degli Einsturzende Neubauten, e Before Break. 

    Sempre nel 2016 Balletto Civile vince il Premio Hystrio-Corpo a corpo.

    Michela Lucenti co-dirige dal 2011 la stagione “Fuori Luogo”, teatro e danza contemporanea alla Spezia, e dirige dal 2015 il Festival Resistere e Creare di Genova-Teatro della Tosse

    Bio (breve)
    Jochen Arbeit

    Jochen Arbeit è strettamente legato alla storia della musica rock sperimentale teutonica degli ultimi decenni. Chitarrista degli Einstürzende Neubauten ed ex membro di un altro gruppo mitico della scena degli anni ’80 di Berlino, Die Haut, Arbeit vanta anche una carriera solista ricca di ingredienti intensi e di capacità sorprendenti. Scrive pezzi per la danza, il cinema e il teatro. Lavora con artisti attivisti come AADK (Abraham Hurtado /Vania Rovisco), Soundscapes (Live Improvisation Concert Series) e gli Aufladentechnische-Konferenz (con Schneider al Berghain Kantine) e la sua nuova band AUTOMAT. La sua produzione iperattiva è guidata da uno spirito punk e dada con incursioni nella musica elettronica caratterizzata dall’elegante finitura come quella della mano di un sarto meticoloso.