• ANGELO MAI PREMIO FRANCO QUADRI
  • IL PREMIO UBU FRANCO QUADRI 2016 NON E’ SOLO PER L’ANGELO MAI. E’ PER L’ALTRA ROMA

  • Ci emoziona profondamente ricevere il Premio Franco Quadri, ci riempie il cuore. Tutto ci orienta a vedere questo prestigioso riconoscimento come un premio consegnato non solo all’Angelo Mai ma a Roma. A quella città di cui non si racconta mai nulla perché troppo distante dai resoconti di corruzione, cinismo e cecità dedicati quasi esclusivamente alla capitale.
    Il premio Franco Quadri che riceve l’Angelo Mai è il premio all’altra Roma, quella luminosa e generosa che non è quasi mai sulle pagine della cultura e troppo spesso su quelle della cronaca; quella indipendente, etica, visionaria, tenace, che non fa parte di nessuna istituzione ufficiale ma lo è di fatto. L’Angelo Mai appartiene a quella Roma che senza cultura, giustizia sociale e bellezza non vuole stare. Sono dodici anni che ci battiamo per questo, dodici lunghi anni di lotta accesi dall’amore per le nostre vite nel teatro e nella musica. Dal desiderio che la pratica artistica diventasse centrale, nella vita e nel linguaggio. Sono tanti i ricordi che scorrono velocemente davanti alla notizia di questo premio. Tanti e diversi: i giorni nel vecchio Angelo Mai a Rione Monti (da cui fummo sgomberati e che oggi è ancora abbandonato), le serate fiume di poesia con Mariangela Gualtieri nel nostro nuovo spazio, la faccia di Joe Lally dei Fugazi nel sit-in fuori dal Tribunale di Roma nella primavera del 2014, quando fummo sgomberati e ridotti a dei criminali per diversi mesi. I tanti concerti e spettacoli con la lunga fila nel parco per entrare, il Parco di San Sebastiano colmo di persone che rivolevano l’Angelo Mai sotto sequestro e gli Afterhours con molti altri a suonare, la sala gremita ad assistere alla meravigliosa Silvia Calderoni in MDLSX di Motus. Un lavoro di anni che ha reso l’Angelo Mai il luogo dove andare e tornare per chi vuole essere partecipe di un cambiamento. Questo premio è un premio alla lotta e all’ostinazione di condurla attraverso il linguaggio della bellezza. È un riconoscimento ai corpi che in questa lotta si sono gettati e al fatto che senza corpi non esiste lotta. Lo riceviamo dunque insieme a tutti gli artisti che in questi anni stanno vivendo con noi questa esperienza e non li ringraziamo, semplicemente perché questo premio è anche il loro. E insieme alla scuola Elementare Giardinieri e a tutte le associazioni con cui da anni collaboriamo. E lo stesso vale per l’altra Roma che tutta, insieme a noi, riceve un riconoscimento così importante in questo momento in cui è nuovamente in pericolo, minacciata di essere cacciata e dimenticata. Non permetteremo che questa stupenda e misera città venga svuotata, perché l’Angelo Mai, come il teatro Alfred Jarry è stato creato per servirsi del teatro, non per servirlo.
    E un pensiero particolare va al nostro amato Lorenzo Amurri che, ovunque lui sia, sta già scrivendo pagine meravigliose su questi giorni.
    ANGELO MAI