26 febbraio 2010, ore 14.00
Diamo il nostro sostegno ed esprimiamo solidarietà piena all’azione dei lavoratori e delle lavoratrici del Teatro del Lido di Ostia, chiuso da venti mesi.
I cittadini e le cittadine hanno appena occupato e riaperto il teatro, con la volontà di dar vita ad una programmazione dal basso, aperta alla città tutta, consapevoli dell’assenza di margini di discussione con le istituzioni.
Sentiamo la necessità di unirci alla protesta, perché espressione di un disagio diffuso: precarietà, crisi, mancanza di condizioni di lavoro che garantiscono dignità. Soprattutto dimostrano l’ attacco e la censura che subiscono le strutture e le associazioni che, autorganizzandosi, promuovono e diffondono cultura.
Il teatro del Lido di Ostia è stato costruito con fondi pubblici, interno al progetto di realizzazione dei Teatri di Cintura. Questi sarebbero dovuti essere poli culturali, incubatori delle istanze creative nelle periferie.
A quasi due anni dalla loro creazione, siamo di fronte alla prova di una gestione corrotta, centralizzata, nell’evidenza di come le manovre politiche che dall’alto impongono i dettami alla cittadinanza, sono solo fantocci e spreco delle risorse collettive, per il guadagno di pochi. Noi diciamo basta alla speculazione culturale, che troppo spesso cammina insieme alla speculazione immobiliare. Siamo in tanti, sempre di più, a protestare, evidenziando il paradosso di questa città che vive spazi abbandonati al degrado, strutture ricettive chiuse. Preferiscono cementarli, farli sorvegliare dai vigilantes - come il Teatro del Lido di Ostia da venti mesi - invece che restituirli alla collettività, al lavoro quotidiano dei cittadini e delle associazioni che lamentano la mancanza di agibilità, fisica e politica.
Esiste una censura che si manifesta con tagli alle risorse, alla limitazione dell’ offerta culturale, che vuol dire diminuire l’espressione della popolazione, seppellire la diversità e la contaminazione critica, deprimere le opportunità e soffocare le intelligenze.
Roma esprime queste dinamiche e la giunta capitolina si adopera per centralizzare.
Esprimiamo l’urgenza e la necessità di ottenere strumenti e strutture che possano essere gestiti dal basso, partendo dalla condivisione delle esigenze e dei bisogni reali della gente. Crediamo negli spazi aperti, che seguano i criteri dell’autorganizzazione e della’autogestione pubblica e che possano diventare reali centri di incubazione per la proliferazione del fermento intellettuale, sociale e critico nei territori.
Nei nostri spazi, occupati ed autogestiti, riusciamo a produrre una programmazione socio-culturale varia e assidua, producendo iniziative - eventi artistici, sportivi - autofinanziate, a costo zero, quindi senza minimamente incidere sulla spesa pubblica. Riusciamo a coinvolgere i territori, a fornire servizi accessibili creando modelli economici e lavorativi alternativi. Promuoviamo crescita intellettuale, socialità, incontro intergenerazionale, soddisfando il bisogno di usufruire di cultura in territori troppo spesso carenti di spazi come un cinema, un teatro o una sala per concerti.
Ci uniamo alle lavoratrici e ai lavoratori del Teatro del Lido di Ostia che oggi recuperano il teatro per riprendere lavoro, reddito e promuovere cultura e stimolo critico a Roma.
Conferenza Stampa , 26 febbraio ore 16.00 nel Teatro del Lido, via delle Sirene 22,
Ostia
contatti: Giovanni Greco 3397128289
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