• UNCUT # 3
  • Live a oltranza con Francesco Forni, Ilaria Graziano, Cristiano De Fabritiis, Gabriele Lazzarotti, Armando Pirozzi, Diego Sepe, [Caracallas Crew], Fabio Rondanini, Sandro Joyeux, Marco Conidi, Andrea Pesce, Pino Marino, Giovanni Truppi, Bob Angelini, Costanza Cruillas, Epo, Foja, Francesco Arcuri e molti altri ancora!!!
    visioni di
    Mp5

  • [exit//voice//strategy]

    Il 27 e 28 gennaio torna UNCUT.
    Da molti anni il mondo attorno a noi è cambiato, le forme del lavoro si fanno sempre più precarie e intermittenti, incerte, come incerte si fanno le nostre possibilità di reddito e di vita. L’attività artistica, il lavoro creativo – occupazioni incatalogabili per definizione – hanno visto annullate anche le pochissime garanzie che avevano.
     
    Agire la precarietà in termini offensivi è invece la nostra scommessa: vivere in movimento vuol dire rifiutare le costrizioni fisse, senza per questo accettare di non avere garanzie.
     
    Il tempo è infatti maturo perchè il welfare del nostro paese cambi, e riconosca il diritto alla vita per quei precari, quattro milioni nel nostro paese, a cui non vengono riconosciuti i diritti basilari, che non hanno maternità, ferie, malattie pagate, che non hanno ancora capito se e come avranno diritto ad una pensione, che non hanno alcuna garanzia sulla loro continuità di reddito. Inoltre non si può più rimandare il riconoscimento della natura intermittente del lavoro nell’arte e nello spettacolo. Va anzi sottolineata l’importanza di tutelare quei vuoti lavorativi, che sono fonte di studio e ricerca creativa, senza le quali l’arte resterebbe schiacciata e autoreferenziale, esattamente come lo sguardo generalista a cui questo Paese ci ha abituato.
     
    Ma qualcosa sta accadendo intorno a noi, il tempo si è improvvisamente accelerato, la crisi sta scoprendo i nervi del sistema. In queste settimane è in corso l’ennesimo tentativo di smantellare i pochi diritti rimasti per il lavoro “fisso”, tentando un maldestro scambio con i nuovi diritti per il lavoro “atipico”.
     
    Rifiutiamo i ricatti, i nuovi diritti non si conquistano alle spese di quelli esistenti! Per questo siamo a fianco di chi scenderà in piazza l’11 febbraio per dire no alla fine della contrattazione collettiva e allo smantellamento dello Statuto dei Lavoratori. Allo stesso tempo, vogliamo un nuovo sistema di welfare e diritti per i milioni di precari che mandano avanti la comunicazione, lo spettacolo, la ricerca, l’insegnamento e molto altro ancora.
     
    Vogliamo USCIRE dalla precarietà e dal peso del  ricatto
    Vogliamo usare la nostra VOCE come ritmo nuovo per le nostre vite
    Vogliamo una STRATEGIA per vincere sui nostri nemici
     
    UNCUT vuole sintonizzarsi su questo battito, amplificarlo e farlo arrivare ovunque. exit//voice//strategy è il nostro canto.
    UNCUT è un evento artistico e politico che irregolarmente prende parola sul presente. Provoca indipendenza e intemperanza, e mantiene le antenne accese in tutte le direzioni.

    Se la vostra VOCE si sintonizza con la nostra aderite ad UNCUT scrivendo a uncutoccupythestage@gmail.com

    Angelo Mai Altrove & ESC atelier

    *il 27 gennaio UNCUT accade con la complicità di Ausgang

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