• Stefano Pilia/Massimo Pupillo ◉ ╋ ◑
  • ◉ ╋ ◑ 
    DARK NIGHT MOTHER preview
    Set Duo di e con
    Massimo Pupillo (ZU)
    Stefano Pilia (In Zaire/Massimo Volume/Afterhours)

    Set preferibilmente senza palco con i musicisti al centro sala uno difronte all’altro con un PA alle spalle di ogni musicista
    Dark Night Mother è un live set musicale in forma di rito al lato oscuro della Grande Madre
    Stefano Pilia e Massimo Pupillo si incontrano una decina di anni fa, a Bologna, quando Stefano apre per gli Zu con il suo progetto Blind Jesus, e Massimo rimane folgorato da Stefano, che conosceva di fama per il suo lavoro con 3/4 Had Been Eliminated, come persona e come musicista.
    Da allora quasi tutte le volte che gli Zu suonano a Bologna, chiederanno a Stefano di aprire per loro in solo.Fino ad invitarlo con loro in tour europeo, in cui a volte si unisce alla band per qualche brano.
    Quando gli Zu registrano un album con David Tibet dei Current 93, di prossima pubblicazione, Stefano è il primo musicista coinvolto nella formazione allargata. Massimo inizia a passare periodi sempre più lunghi a Bologna, nella casa/studio di Stefano che diventa anche il nuovo quartier generale per gli Zu, che qui registrano gli album Cortar Todo e le prime session di Jhator. Stefano va a trovare Massimo in un villaggio indigeno Shipibo dell’ Amazzonia Peruviana, e durante una notte registreranno all’aperto una “ghost guitar” che finisce sull’ album solista di Stefano, “ Blind Sun New Century Christology”.
    Piano piano ed organicamente i due iniziano a registrare delle session casalinghe prevalentemente acustiche, session che formeranno il loro primo album in duo “Dark Night Mother” in uscita a Maggio 2018 dall’incontro tra l’etichetta italiana Offset Records e la belga Consouling Sounds.

    Musica per le piante, basata su pochissimi elementi, scarna poichè viscerale, e vicina alle ossa. 

    In questi primi brani, che Massimo e Stefano realizzano insieme al contributo vocale di altre quattro donne (Olivia Arebalo, Lucinda Mahua, Alexandra Drewchin e Sandra Canessa, ovvero due sciamane amazzoniche, una cantante newyorchese, ed una pittrice di El Salvador) è la figura della madre ad emergere come topos ed archetipo generativo. 

    Le voci femminili diventano il principale nucleo gravitazionale di tutto il disco. Presenze eterne che si rendono osservabili ed ascoltabili affacciandosi da un ancestrale orizzonte degli eventi . 
    In due brani dell’ album è ospite alla batteria il bravissimo Cristiano Calcagnile.
    Il suo contributo aggiunge uno speciale liricismo percussivo ai due episodi a cui prende parte.
    Così, dopo le esperienze di Zu93 e di Dark Night Mother, l’incontro tra Massimo e Stefano diventa a tutti gli effetti assai più di una collaborazione. Questi due dischi sono il terreno fertile su cui fiorisce una nuova identità ◉ ╋ ◑ ed aprono la via per un progetto d’insieme.
    www.scarrymonster.com