• PIPELINE 8
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    plays Steve Lacy

    gabriele mitelli pocket trumpet, trumpet, flughelhorn, genis, percussioni
    sebi tramontana trombone, percussioni
    giancarlo nino locatelli clarinetti, percussioni
    alberto braida pianoforte, percussioni
    gianmaria aprile chitarra, effetti, percussioni
    luca tilli violoncello, percussioni
    andrea grossi contrabbasso, percussioni
    cristiano calcagnile batteria, percussioni

    Suonare oggi musica di Steve Lacy è importante e doveroso, e credo lo si debba fare rischiando. Tenere vivo il suo esempio e insegnamento significa per me ogni volta rimettere in discussione i risultati raggiunti. Il mio rapporto con la sua musica non è occasionale. Steve è presente in tre brani del primo disco a mio nome “trochus”, uno lo suoniamo in duo e gli altri con il mio quintetto di allora, in compagnia di Francesco Aroni Vigone, Roberto Favilla, Enrico Fazio e Filippo Monico.
    In seguito ho suonato la sua musica da solo e in varie formazioni di cui vorrei almeno ricordare il Fish Horn Quartet, con Fabio Martini, Jean Jaques Avenel e John Betsch, il sestetto 5or6 Bones con Sebi Tramontana, Luca Tilli, Luca Venitucci, Roberto Bellatalla e Fabrizio Spera, il duo/trio con Irene Aebi e JJ Avenel e da ultimo, ma solo in ordine di tempo, il duo con Cristiano Calcagnile.
    Steve, come i grandi che l’hanno preceduto, ci chiede di trovare un modo nostro di far (ri)suonare la sua musica. Per questa formazione ho riunito nuovi e vecchi amici, compagni di molte avventure, che provengono, e operano in mondi musicali molto diversi tra loro, il jazz, la musica classica, l’improvvisazione radicale, il rock e l’ambient-noise sperimentale.
    Vi auguro buon ascolto riportando le parole con cui Steve congedava i visitatori che nel 2004 andavano a trovarlo in ospedale:
    “Drop the bullshit and keep the tempo”.
    (giancarlo nino locatelli)