• LONG PLAYING #13 THE DOORS
  • LONG PLAYING #13 THE DOORS
    a cura di Songs for Ulan
    con
    Pietro de Cristofaro [voce]
    Alfonso “Fofò” Bruno [chitarra]
    Fulvio di Nocera [basso]
    Andrea Pesce [organo e piano]
    Floro Pappalardo [batteria]
    Cristiano De Fabritiis [percussioni e claps]

    “Sarebbe bello riascoltare per intero e dal vivo album che hanno segnato in maniera indelebile le nostre vite” abbiamo sentito dire e ci siamo detti più volte.
    A noi i condizionali però sono sempre andati stretti e l’idea di LONG PLAYING è una sfida dichiarata a questo tempo verbale.
    Decidiamo quindi di usare l’indicativo e di farlo.
    Bluemotion dal 26 gennaio 2013 al 31 febbraio 2846 ripropone all’Angelo Mai quegli LP che ci hanno graffiato l’anima, invitando artisti dalle sensibilità più diverse ad essere complici di quest’avventura.
    LONG PLAYING nasce da un’idea di Andrea Pesce del collettivo Bluemotion.
    LONG PLAYING è curato in ogni suo dettaglio da Bluemotion.

    “Appena ho avuto la notizia…ho trascorso tre minuti a buttar giù una lista di album:

    Let it be ( The replacements).
    The Stooges.
    Starfish dei Church.
    Violent Femmes.
    La Banana and Nico.
    Bleach dei Nirvana.
    The boatman’s call di Cave…

    Poi penso a Fish col Wurli.
    La necessità di non incunicolarci troppo in questa o quella nicchia.
    La voglia di divertirci di pesarci ancora un po’.
    Una vita ad ascoltare.
    Una vita a lasciarsi ascoltare.
    Non ultimi i tempi ristretti .

    Tre minuti come il famoso flash rullo che ti scorre davanti agli occhi quando sai quando.

    Perché non The Doors?

    Alla faccia di Oliver Stone.
    Alla faccia di quelli che lo fanno di nascosto e ascoltano solo questo o solo quello e poi sbavano all’idea di ciondolare con quei pantaloni di pelle e quel cinturone che poi sai le fighe ti piovono addosso.
    Alla faccia di quanto è bravo Mark Laneghan o il sommo Nick.
    Al basso di Casey o Harvey.
    A Polly Jean, ai Nirvana.
    Blabla, bla.

    Prima del film.

    Il feticcio da scovare tra i dischi, spesso più cattivi certo, a casa degli amichetti di scuola col fratello punk e la festa che parte dance alle 17 mentre noi di la’ giochiamo a subbuteo dopo i compiti.
    L’ enigma giornalistico.
    La gran bufala, forse.
    La sua morte.
    La morte in tutti i i brani o quasi, in tutti i testi o quasi.
    E Dioniso.
    Lo sciamano, William Blake, la droga e la creazione.
    Il giovane eterno, Sacerdote, corpo ( con Iggy ) del rock.
    L’ipnosi.
    Il magnete blues.
    I ragazzi di qui giorni come erano in quei giorni i ragazzi, band dal suono irreplicabile per strumenti usati, maniera di suonarli, formazione musicale eccetera eccetera.
    Day Manzarek quando dice che Jim – si, Jim Morrison – era un cazzone, un ragazzo, un amico che gli manca e tanto.

    La mia band preferita?
    Forse si.

    Con orgoglio,
    Con paura,
    Con gioia,
    Una cosa che sta tra il meridiano degli occhi e
    quello genitale.”

    Songs for Ulan