• L’indispensabile#3
  • primo anniversario della Repubblica dei Desideri
    h 21: proiezione del film Dove non si va andremo. Collettivo Angelo Mai
    h 22: Collettivo Angelo Mai in concerto + ospiti speciali
    a seguire Festa della Repubblica dei Desideri

  • L’indispensabile è un viaggio, una ricerca, nata nel cuore dell’Angelo Mai Altrove. Clicca qui per leggere il suo manifesto.

    Torna L’INDISPENSABILE con un nuovo appuntamento: il primo anniversario della Repubblica dei Desideri, un Paese grande come il Mondo, dove i mari non dividono ma uniscono e dove non ci sono muri o fucili a tracciare i confini perché i confini, semplicemente, non esistono. Una Repubblica di cui è cittadino o cittadina chiunque l’attraversi. Questa Repubblica non si celebra con le sfilate di carri armati, con parate di uomini e donne in divisa, ma con la musica, la lingua che tutti i corpi parlano. E con i desideri, quelle diversità infinite, fonte di inesauribile meraviglia.
    Una Repubblica in cui desideriamo e, prima di tutto, restiamo umani.

    Per l’occasione il Collettivo Angelo Mai sarà formato da Roberto Angelini, Cristiano De Fabritiis, Francesco Forni, Ilaria Graziano, Sandro Joyeux, Gabriele Lazzarotti, Pino Marino, Raffaella Misiti, Andrea Pesce [FISH], Fabio Rondanini, Giovanni Truppi.

    Un folto gruppo di musicisti si trova, a partire dal 2004, a suonare nel teatro di un ex convitto occupato nel centro di Roma, l’Angelo Mai. I concerti si susseguono e alcuni artisti si trovano naturalmente a dividere il palco, scambiarsi i ruoli e gli strumenti, decidere di suonare insieme piuttosto che uno dopo l’altro. Scelgono di chiamarsi Collettivo Angelo Mai – Orchestra Mobile di Canzoni e Musicisti. La magia di quelle serate di Monti viene catturata da un disco “Volume 1” (Angelo Mai Occupato, Fiori Rari), registrato dal vivo nel teatro di quel vecchio edificio, interamente autoprodotto e distribuito in maniera indipendente nel 2007, per poi essere ristampato e distribuito su scala nazionale da Otr Live a inizio 2009. Nel frattempo, l’Angelo Mai è stato sgomberato, ma l’Orchestra Mobile di Canzoni e Musicisti continua a suonare, spesso accogliendo amici sul palco e dando vita a concerti diversi tra loro, fino ad arrivare nel 2008 sul palco dell’Auditorium su invito di Carmen Consoli, per una sera componente aggiunta del Collettivo insieme a Niccolò Fabi. Il 29 ottobre 2009 il Collettivo festeggia la riapertura dell’Angelo Mai nel nuovo spazio nel Parco di San Sebastiano creando insieme a Gian Maria Tosatti (Hôtel de la Lune) l’opera site-specific Circ(o) e suonando per quattro sere fino a tarda notte con amici vecchi e nuovi.

     

     

    DOVE NON SI VA ANDREMO. COLLETTIVO ANGELO MAI
    doc musicale, 45’, 2010
    di Simone Bucri, Lorenzo Iervolino, Diego Pirillo e Filippo Silvestris
    ideato da Simone Bucri e Lorenzo Iervolino
    fotografia Diego Pirillo
    montaggio Filippo Silvestris
    con Roberto Angelini, Renato Ciunfrini, Rodrigo D’Erasmo, Cristiano De Fabritiis, Francesco Forni, Massimo Giangrande, Gabriele Lazzarotti, Pino Marino, Raffaella Misiti, Andrea Pesce, Fabio Rondanini e con Giorgina Pilozzi
    un’autoproduzione Angelo Mai – MarsVideo – Imagoarts
    realizzato presso Beagle Studios, Laghi di Sibari (Cs)
    illustrazioni dvd Toni Bruno
    artwork dvd Viola Damiani
    stampa VeloxMultimedia di Eugenio Ciambrone

    Roma. Autunno 2004. Un ampio e centralissimo convitto gesuita, abbandonato da anni, viene occupato da circa venticinque famiglie in emergenza abitativa. Oltre a loro, un piccolo gruppo di artisti inizia ad animare il Teatro, la Chiesa sconsacrata e il piazzale che costituiscono questo luogo. Nasce l’Angelo Mai occupato, laboratorio aperto delle arti e delle culture: una delle due storie che Dove non si va andremo racconta. L’altra è quella del collettivo dei musicisti che iniziano a frequentare l’Angelo Mai e che, nella primavera del 2006, vi registreranno un disco congenitamente contrario a tutti i meccanismi del mercato musicale.
    Le due storie costituiscono un unico viaggio nell’utopia possibile della produzione culturale indipendente.

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