• L’indispensabile#1
  • ANGELO MAI ALTROVE, PIANETA TERRA, SISTEMA SOLARE
    I nostri atti si attaccano a noi come il bagliore al fosforo.
    Ci consumano, è vero, ma fanno il nostro splendore.
    André Gide

    RITORNARE È INDISPENSABILE
    BLUEMOTION

    CAPOVOLGERE È INDISPENSABILE
    FABRIZIO CICERO

    L’APPARENTEMENTE IMPOSSIBILE È INDISPENSABILE
    VINCENZO COSTANTINO CINASKI E EMANUELE CAPUTO CURANDERO

    STARE INSIEME È INDISPENSABILE
    SANDRO JOYEUX

    ESSERE FELICI È INDISPENSABILE
    ROBERTO DELL’ERA

    NULLA È INDISPENSABILE
    MONDO CANE

    Questo non è uno spettacolo, è un’esperienza.
    Un’esperienza sull’indispensabile.
    Indispensabile è l’acqua, indispensabile è il contatto, indispensabile è quello di cui non si può fare a meno. Indispensabile è il presente. Indispensabile è la crepa da cui passa la luce.
    Indispensabile è l’amore?
    L’inevitabile è indispensabile?
    Ci sono spettacoli che hanno provocato delle rivoluzioni e ci sono delle rivoluzioni che si sono rivelate solo degli spettacoli.  
    Ma il teatro è indispensabile? E la rivoluzione?
    Per cercare l’indispensabile devi prima sbarazzarti di tutto. Sembra quasi un paradosso temporale.
    Non portate troppe cose nella vostra testa, perché ne butterete molte.  
    Portate con voi un bagaglio leggero, anzi non portate nessun bagaglio, troverete tutto ciò che vi serve.
    Ma che ci serve?
    L’inaspettato è indispensabile.
    La noia è indispensabile per generare movimento.
    L’inquietudine per generare la gioia.
    Se scrivete su Google “è indispensabile”, la prima frase che si completa da sola è
    “È indispensabile essere ricchi”.
    Anche qui, sembra quasi un paradosso temporale.
    Nel nostro motore di ricerca, invece, la prima frase che si completa da sola è  
    “È indispensabile essere liberi”
    insieme a
    “È indispensabile essere felici” – scegliete voi quale mettere per prima.
    Le cronache dimostrano che Google non ha capito, che una lingua nuova si fa strada e dirompe oltraggiosa tra vocaboli che non dicono più nulla.
    Si tratta di una lingua comune pronunciata da volti che vogliono riprendersi le parole. Quelle parole che camminano nelle città e nuotano nel Mediterraneo. Quelle parole che sono nostre e scandiscono ciò che è ancora più indispensabile.
    Parliamo di fervore, sì. Vogliamo scambiare con voi il nostro fervore. Quel nutrimento terrestre, straordinariamente umano, che ci trascina nel nuovo mondo che è qui e non può più attendere.

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