• Ken Boothe & The Bluebeaters
  • * Ken Boothe & The Bluebeaters *
    – 3 novembre 2017
    – h.21.00 apertura
    – h.21.30 proiezione “ROCKSTEADY – The Roots of Reggae”
    – h.23.00 inizio LIVE
    – After Show DJSET Rocksteady/Ska/Soul/Reggae by COOL RUNNINGS SOUND & SOULKITCHEN ROMA

    Prevendite su:
    https://marteticket.it/eventi/64-ken-boothe-the-bluebeaters

    Il concerto che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.
    Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia.
    Abbiamo chiesto al più grande interprete vivente del firmamento Ska, Soul, Reggae, R&B e Rocksteady mondiale di onorarci della sua presenza, su un palco, a Roma. Ha risposto affermativamente.
    Abbiamo immaginato la sua voce ineguagliabile supportata, per una solo irripetibile concerto, dalla migliore band europea che questo background musicale abbia mai prodotto.
    I musicisti hanno accettato la sfida con entusiasmo. Quando le passioni si incrociano si ha solo il dovere di fare rumore.
    Il 3 Novembre prossimo, il leggendario crooner giamaicano Ken Boothe, conosciuto sui libri di storia come Mr. Rocksteady, si esibirà sul palco dell’Angelo Mai supportato magistralmente da un gruppo di straordinari artisti che in quasi venticinque anni ormai ha originato e reso famoso in tutto il continente un suono originale e distintivo. Si può parlare di sfumature stilistiche e confini sonori ma questo “sound” travolgente rimane riconoscibile in ogni loro incursione in qualsiasi genere. IL gruppo: The Bluebeaters.

    ////BIOS:

    KEN BOOTHE: il Wilson Pickett e il Sam Cooke di Giamaica.

    Ken Boothe e’ più grande interprete vivente del firmamento Ska, Soul, Reggae, R&B e Rocksteady mondiale.
    E’ nato nel 1948 a Kingston, in Giamaica.
    La sua carriera musicale ha avuto inizio nei primi anni sessanta. Provenendo da una famiglia immersa nello studio e nelle pratica musicale, Ken attribuisce i suoi interessi e le sue abilità alla madre e alla sorella maggiore. I suoi artisti di riferimento negli anni della formazione sono Mahalia Jackson, Wilson Pickett, Otis Redding, The Temptations e The Drifters. Quando Ken Boothe ha solo otto anni vince il suo primo concorso di canto e da lì non si è mai più fermato. Dotato di un talento raro, Boothe è emerso come un artista poliedrico; un musicista, cantautore, arrangiatore musicale e un ballerino impressionante. Il suo stile artistico abbraccia una rara miscela di genio musicale.

    Nel 1968, all’età di 17 anni, Ken Boothe pubblica il suo primo album “Mr. Rock Steady”, che comprende numerosi successi come “The Girl I Left Behind”, “When I Fall In Love”, “I Don’t Want See You Cry “,” Home, Home, Home “, e il brano che molti considerano una delle migliori espressioni del suo approccio al canto ,”Puppet On A String “. Durante questo periodo Ken viene spesso appellato come il Wilson Pickett o il Sam Cooke della musica giamaicana. Ha continuato a registrare con Dodd fino al 1970, rilasciando alcuni dei suoi migliori e più grandi successi locali. Contemporaneamente ha inciso numerosi singoli di successo per altre etichette di rilievo come la Gayfeet di Sonia Pottinger, per la quale ha registrato il successo locale “Say You” e “Lady With the Starlight” nel 1968. Nel 1971 ha ispirato il mondo con la sua composizione “Freedom Street” su Beverleys .

    Il suo successo piu’ clamoroso arriva comunque nel 1974 con ‘Everything I own’, prodotta da Lloyd Charmers: la popolarita’ di questo brano esce dai confini degli appassionati di Reggae e Soul ed arriva addirittura in testa alle classifiche pop inglesi nello stesso anno. Lo stesso brano arriverà nuovamente in cima alle classifiche negli anni ’80 riproposto dai Culture Club. Nel 1975 Ken Boothe torna nelle classifiche pop in UK grazie a ‘Crying over you’ che arriva all’undicesimo posto. Nel 1978, assieme a Dillinger, Leroy Smart e Delroy Wilson, Boothe viene citato da Joe Strummer nella celeberrima canzone dei Clash “(White Man) In Hammersmith Palais”.

    Nel 2003, come riconoscimento di una carriera che lo ha portato a calcare i palchi dei quattro angoli del globo il governo giamaicano lo ha insignito dell’Order of Distinction per il suo contributo alla musica. L’onorificenza più alta raggiunta da un cantante è l’Ordine al Merito (Order of Merit) assegnato a personaggi come Bob Marley, Peter Tosh e Jimmy Cliff, seguito dall’Ordine della Giamaica dove si leggono i nomi di Bunny Wailer, Toots Hibbert e Byron Lee ma anche quello di Usain Bolt.

    THE BLUEBEATERS

    Il gruppo nasce nell’estate del 1993 dall’incontro tra Giuliano Palma (all’epoca cantante dei Casino Royale) e i Fratelli di Soledad[1], e dall’idea di formare una one night band che si esibisce poi all’Hiroshima Mon Amour di Torino il 18 marzo 1994, insieme ad altri musicisti tra cui Paolo Parpaglione, Cato Senatore, Mr. T-bone e Bunna degli Africa Unite e CountFerdi di Casino Royale. Nascono così i Blubeaters, una cover band di pezzi ska, rocksteady giamaicani e soul americani che prende il nome da Bluebeat, ovvero il primo ska prodotto dall’omonima etichetta discografica Blue Beat Records-

    Tra i numerosi brani si ricordano infatti Messico e nuvole di Paolo Conte, portata al successo da Enzo Jannacci, Jealous Guy di John Lennon, Che cosa c’è di Gino Paoli, Over My Shoulder di Mike + The Mechanics, Tutta mia la città degli Equipe 84, Testarda io di Cristiano Malgioglio portata al successo da Iva Zanicchi, State of the Nation degli Industry, Pensiero d’amore di Mal dei Primitives e nel 2009, Per una lira di Lucio Battisti.

    A fine 2012 Giuliano Palma sceglie la carriera solista dopo diciotto anni passati assieme ai The Bluebeaters. Il gruppo rinasce in soli nove mesi: accanto a Cato Senatore, De Angelo Parpaglione e Count Ferdi torna Pat Cosmo Benifei alla voce, assieme ad altri musicisti che hanno fatto parte della della grande famiglia cresciuta nei vent’anni passati.

    Il 2013 e parte del 2014 sono dedicati alle date dal vivo con un nuovo singolo, Toxic, una nuova scaletta e una formazione in continua evoluzione, che ruota attorno ai quattro membri storici.

    A fine 2014 arriva la firma con Record Kicks per registrare il primo LP, con distribuzione in Italia e all’estero, registrato all’Andromeda Studio di Max Casacci (Subsonica), a Torino.

    Everybody Knows vede la luce il 13 Aprile 2015. Il suono torna alle radici della musica giamaicana che i The Bluebeaters ormai maneggiano con originalità e stile da ventitré anni. I brani sono ancora riarrangiamenti in chiave The Bluebeaters, ma si comincia anche a lavorare su brani originali e in italiano. Il palcoscenico è tenuto saldamente dall’incredibile voce di Pat Cosmo Benifei che per la prima volta è front-man del gruppo. Sono cinque i singoli usciti, alcuni anche su vinile, con Roll with it e Everybody Knows accompagnati dai video. I progetti e le collaborazioni della band si moltiplicano: lavorano con Max Casacci, Bianco, Boom Da Bash, Lo Stato Sociale e Diego Mancino. Il tour attraversa tutta Italia – 100 concerti nell’ultimo anno e mezzo – sempre sostenuti da BPM Concerti. Il 2017 vedrà la fine del tour Everybody Knows e il ritorno in studio per il nuovo album che conterrà brani originali nati da nuove collaborazioni con giovani artisti e autori vicini alla band. Il 21 settembre (2017) è uscito in collaborazione con Garrincha Dischi (Lo Stato Sociale, Ex Otago, Punkreas ed altri) “Tempo” , singolo che anticipa il nuovo album in uscita nei prossimi mesi.

    ✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺✺

    Ingresso all’ Angelo Mai 15 euro più 1 euro di tessera associativa

    Prevendita su :https://marteticket.it/eventi/64-ken-boothe-the-bluebeaters