• Ballads
  • [Francesco Di Bella e Alfonso "Fofó" Bruno]
    con Roberto Angelini, Cristiano De Fabritiis, Gnut, Francesco Forni, Alessandro Innaro, Andrea Pesce e Daniele Sinigallia

  • serata di ballads tra cover e repertori originali

  • Prendendo spunto dal progetto di Francesco Di Bella e Alfonso “Fofò” Bruno, in questa edizione speciale di Ballads ogni cantautore proporrà un brano e si alterneranno sul palco formazioni diverse in duo o trio, fino al gran finale in cui tutti i musicisti interpreteranno insieme un brano di ogni singolo repertorio.

    Ballads è un duo acustico: Francesco Di Bella, dei 24 Grana, (voce) e Alfonso “Fofò” Bruno (chitarra)…
    “Dall’incontro tra un pallone Supersantos (a dire il vero un po’ sgonfio) e una vecchia chitarra acustica Eko, nasce BALLADS: una performance di Francesco Di Bella e Alfonso ‘Fofo’ ‘ Bruno, una pesca (se fortunata, chi può dirlo) di canzoni dal culo di una bottiglia di Jack Daniels.
    Da Costello ai Buzzcocks passando per territori californiani fino alle elucubrazioni sofisticate degli Style Council… dal degenere Thunders ai misconosciuti Neutral Milk Hotel, da Molina a Neil Young; un viaggio (forse senza ritorno) attraverso i vari decenni della musica rock, folk, etc… d’autore e non!
    Consigliato a un pubblico di rockettari indefessi (o indie-fessi).”

    Francesco Di Bella (24 Grana) alla voce e Alfonso Bruno (Nani Sordi, Hardogs, Songs For Ulan) alla chitarra in un percorso di ricerca culturale attraverso le tante sfaccettature del cantautorato rock. Lo stile acustico spoglia piccoli gioielli “minori” di grandi e piccoli songwriter in un minimalismo da intima seduta di scrittura e le canzoni vengono proposte nei loro elementi più semplici: accompagnamento/melodia/parole.
    Gli autori vanno da grandi firme come Elvis Costello e Paul Weller, a eroi ancora da scoprire come Elliott Smith e Jason Molina, a veri e propri “classici” underground come Born to loose (Heartbreakers) e Ever fallen in love (Buzzcocks). La sensibilità di scrittura di Francesco Di Bella incontra così l’interpretazione, e ne nasce un confronto di stile e ispirazione con la riproposizione nella stessa chiave di brani dell’autore napoletano. Così la periferia di Napoli diventa quella di New York, di Boston, di Chicago. Le voci e le melodie si fondono in un presente senza tempo dove trasversalmente si raccolgono echi di new wave inglese e alt-country americano, che come schegge lasciano aperte ferite e domande sul futuro della vera canzone pop perfetta.

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