• Afrodisia – L’Afrique à Rome
  • Melt Yourself Down [afro punk funk, Uk]
    a seguire afro-dancehall by Dj Khalab
    [afrobeat, soweto funk, bongo flava, hiplife, coupé decalé]
    Koreman visuals

  • Quella dei Melt Yourself Down è un’esperienza sonora unica, da vivere con la pienezza dei sensi: miscugli post-punk, funk dissonante ed elettricità voodoo vi porteranno in luoghi inediti e meravigliosi. Centrati attorno alla carismatica figura del sassofonista Pete Wareham, contano alcuni tra i migliori musicisti in circolazione (Mulatu, Electric Ladyland, “Fela!”), capaci di abbracciare senza filtri jazz, rock e musica dal mondo. Il loro sound fa riferimento ai deserti del Nord-Africa ma sembra forgiato nella New York più underground: musica deflagrante, innervata di ritmi capaci di scomporre il Dna. L’album eponimo, uscito lo scorso giugno, mantiene in pieno le promesse, scaraventando l’ascoltatore dentro un sogno estatico e febbrile. Dal vivo, sono una tempesta tropicale, illuminata da fuochi d’artificio accecanti e capitanata dal frontman Kushal Gaya: ora indicando rotte da punk sciamano, ora nei panni del predicatore visionario, sputa fuoco e sentenze solfuree che invocano una risposta. Il loro messaggio è: “mescolati e accenditi”. Esci fuori, immergiti, chiudi gli occhi e vai.

    Melt Yourself Down: Pete Wareham (Acoustic Ladyland, Polar Bear), Kushal Gaya (Zun Zun Egui), Shabaka Hutchings (Sons Of Kemet, Heliocentrics), Tom Skinner (Hello Skinny, Sons Of Kemet, Mulatu Astatke), Ruth Goller (Acoustic Ladyland, Rokia Traoré), Satin Singh (Fela!). Rubbed the right way by Leafcutter John.

    «Un bazar fracassato a colpi di sax, con un ferro caldo in ogni fornace della psichedelia globale, fuso in una solida struttura di tungsteno» PITCHFORK

    «Una frenesia punk-jazz che ricorda da vicino i Contorsions e più in generale tutta la scena No Wave, quella capacità dionisiaca d’incanalare dentro binari artistoidi una furia iconoclasta» BLOW UP

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  • Prezzo dell'evento: 7 euro