• Amore & Informazioni_laboratorio a cura di Pierpaolo Sepe
  • Laboratorio su “Amore e Informazioni” di Caryl Churchill a cura di Pierpaolo Sepe
    dal 17 al 24 ottobre

    Le parole non sono identiche alle cose. Conoscere delle parole relative a dei fatti non equivale in nessun modo alla comprensione diretta ed immediata dei fatti stessi.
    (Meister Eckhart)

    Le parole non bastano a raccontare i sentimenti. Le parole sono un’approssimazione del linguaggio, incapaci di restituire con precisione il valore di una sensazione e di uno stato emotivo. A sopperire questa mancanza interviene il corpo che, con segnali inconsapevoli, definisce e smaschera ciò che le parole, con il loro pudore, nascondono. Ma in teatro tutto questo può diventare ritardo e incapacità evocativa nell’attore quando il corpo è privo di controllo, di una scelta precisa del gesto.

    È su questo punto che indirizzo la mia ricerca pedagogica al fine di costruire un attore abitato pienamente dal senso, capace di restituire appieno un’ipotesi interpretativa faticosamente raggiunta, e non nasconderla nel formalismo retorico.

    Ho scelto di lavorare su ‘Amore e Informazioni’ di Caryl Churchill in quanto la dicotomia del titolo riassume, già di per sé, la problematica che voglio esplorare in questa fase di studio. Benché l’opera possieda il vigore intellettuale che noi tutti ci aspettiamo dall’autrice britannica, si tratta anche del suo spettacolo più toccante e sentimentale. Uno spettacolo fatto di individui che tentano di comunicare e capirsi tra di loro – invano forse, ma è proprio questo a rendere la battaglia giornaliera così eroica.

    Il testo, composto di 57 brevi scene – alcune non più lunghe del tempo di un respiro – forniscono una lettura acuta e attenta della contemporaneità, con un’analisi del sociale, dei costumi, della politica e quindi, delle relazioni. Ciascun attore e attrice si cimenterà con più personaggi in diversi contesti, proponendo una sua angolazione, nutrita dal confronto tra le parole del testo e una modalità scenica esuberante nella sua espressività e priva di incertezze.

    Pierpaolo Sepe

    ORARI 
    dal 17 al 24 ottobre
    dalle h.12.00 alle 17.00
    25 ottobre prova aperta
    costo: 25 euro al giorno
    forfait intero laboratorio: 180 euro
    per informazioni e iscrizioni scrivere a
    sepelab9@gmail.com

    Il progetto NON NORMALE, NON RASSICURANTE è nato grazie alla passione della studiosa, ricercatrice e femminista Paola Bono. L’Angelo Mai, centro di produzione indipendente romano, circa tre anni fa è diventato la casa e il coordinatore di questo percorso, contribuendo a far incontrare artist*, studios* e pubblico intorno alla drammaturga inglese. In questi 3 anni sono stati realizzati: un progetto curato da Paola Bono con Editoria & Spettacolo che vede finalmente in Italia la pubblicazione di tre volumi di Teatro di Caryl Churchill – a breve uscirà il quarto – insieme a spettacoli, laboratori e mise en espace.
    NON NORMALE, NON RASSICURANTE. PROGETTO CARYL CHURCHILL nasce per diffondere in Italia la scrittura di una della più importanti e innovative voci del teatro contemporaneo.

    Altrove riconosciuta come drammaturga di prima grandezza, Caryl Churchill rimane in Italia scandalosamente poco nota al grande pubblico, ma apprezzata da chi ama, studia, pratica il teatro. Ora più che settantenne (anche se riesce difficile crederlo, vista la sua vitalità innovativa), Churchill scrive da quando era appena adolescente, e già alla fine degli anni Cinquanta è stata rappresentata da compagnie amatoriali di studenti mentre studiava all’Università. Da allora si sono susseguite decine di testi per la radio, la televisione, il palcoscenico. Il Royal Court di cui nel 1974 diventa Resident Dramatist e molto altro. Un mutevole caleidoscopio e insieme un coerente riproporsi di temi, una straordinaria capacità di reinventarsi e reinventare il linguaggio e la scrittura del teatro, mantenendo una tensione civile e politica che illumina a volte quasi profeticamente le questioni più dure del presente. Tra i tratti caratterizzanti del lavoro di Churchill spiccano l’intreccio tra innovazione formale e riflessione su alcune questioni ricorrenti: la famiglia e la società, la norma e la devianza, le relazioni di potere che anche violentemente regolano tali istituzioni e definiscono tali concetti, il corpo e la sua significazione. Caryl Churchill esplora i linguaggi dell’amore, del dolore, della violenza, percorrendo già qui quel labile confine dove la sofferenza si esprime in crudeltà. 
    La potenza della scrittura di Caryl Churchill non può lasciare indifferenti perché – per riprendere il titolo di un suo breve articolo, scritto quando era poco più che ventenne – il suo è un teatro “non normale, non rassicurante”, che pone sempre nuove domande e apre nuove strade; un teatro che vuole essere, ed è, insieme poetico e politico.