• SINEDDOCHE, TESTACCIO
  • La parte per il tutto di un quartiere in odore di città.

    a cura di Samir Hassan

  • IN MEDIA RES/NEL MEZZO DELLE COSE è un progetto di formazione a cura dell’Angelo Mai, esperienza che da 10 anni si interessa e sostiene i linguaggi del contemporaneo realizzato con il sostegno di Roma capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Dipartimento Cultura.
    Ingresso libero e gratuito – si consiglia la prenotazione a prenotazioni@angelomai.org

    Una delle ultime apparizioni dell’indimenticato Philip Seymour Hoffman, stella di Hollywood recentemente scomparsa per overdose, è il capolavoro firmato dalla regia di Charlie Kaufman, Synecdoche New York. Un esperimento cinematografico dove gli elementi di originalità e genialità sono il continuo interscambio tra la linearità della vita reale e la rappresentazione scenica della stessa: ciò che è vero, reale e tangibile e la sua idilliaca rappresentazione, nel turbinio della vita di Caden, regista teatrale e protagonista del film.
    Prendendo in prestito il canovaccio di questa pellicola e parafrasandone il titolo, si potrebbe invece definire in maniera del tutto inconsueta l’eclettica vita che anima il rione Testaccio, cuore pulsante della Roma popolare e cartina di tornasole dell’evoluzione – sociale, economica e culturale – dell’intera città. Sineddoche, Testaccio è un punto di vista che esplora uno dei rioni più noti di Roma a partire dalle icone e dalla simbologie che è andato via via assumendo nella vulgata comune: dall’Emporium dell’antica Roma al Mattatoio chiuso solo nel 1975, dal mercato rionale allo storico “Campo Testaccio” (in cui la Roma vinse il suo primo scudetto nel 1942), dalla nascita di botteghe e artigianerie che ne recuperano il lascito storico alle nuove strutture che privilegiano e promuovono l’arte contemporanea. Testaccio nell’immaginario popolare e nella vita reale: un fil rouge che unisce i due piani di sequenze (quotidiane e mondane) in cui la contraddizione di una città stuprata e anestetizzata dall’offerta di divertimento si adatta al lento incidere delle vecchie tradizioni, culturali e culinarie, che hanno reso questo quadrato d’asfalto un comparativo sineddotico capace di tratteggiare alla perfezione le mille facce di una città ancora in grado di fare i conti con la propria storia.

    Samir Hassan, 30 anni (ma non si direbbe):
    “Da piccolo volevo fare l’astronauta e da grande avrei preferito occuparmi della Roma. Oggi, nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovo dottorando in Storia dell’Europa, dopo una laurea magistrale in Scienze Politiche ed un’abbozzata carriera precaria nel mondo del giornalismo. Per raggiungere i miei sogni, allora, mi sono rimboccato le maniche e dagli studi universitari ho iniziato ad occuparmi di politica, quella con la “p” minuscola perché vissuta tra la gente e non dentro i palazzi. Tra ‘na cosa e ‘n’artra, comunque, ho pure una vita sociale come tutti voi.”

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