• Che succede in questa città?
  • incontro pubblico e lettera a tutt* noi

  • INCONTRIAMOCI TUTTI ALL’ANGELO MAI ALTROVE PER CAPIRE COSA è SUCCESSO E COSA FARE
    per parlarci guardandoci negli occhi e per scambiarci domande e trovare risposte!
    Grazie del calore, del cuore e delle tante parole che state spendendo… ci stanno davvero dando tanta energia!

    qui sotto una lettera che abbiamo scritto per tutt* noi

    Che succede in questa città?
    ANGELO MAI ALTROVE_LETTERA A TUTT* NOI

    Partiamo dal Bar, che è stato per qualcuno l’utile goccia che fa traboccare il nostro vaso.
    Le ragioni della chiusura del Bar dell’Angelo Mai sono le stesse che hanno portato nell’arco di questi ultimi anni a una rapida quanto inesorabile volontà di Stato di sospendere il rifornimento economico alla cultura e alle arti del nostro Paese, nostra vera e unica industria pesante.

     Il nostro Bar, in quanto coproduttore e mecenate di attività culturali, ha avuto in sorte dalla nostra amministrazione le stesse restrizioni e le stesse mire suicide. È da mesi che il Comune di Roma, attraverso i Vigili Urbani, ci intima la chiusura dichiarando che qui all’Angelo Mai Altrove non si svolgono attività culturali – e non vi sono luoghi adibiti ad esse! – e che in realtà svolgiamo solo una lucrosa vendita di alcolici a un pubblico indiscriminato.

    Quanta arroganza e ignoranza ci vogliono per affermare cose del genere? In questi anni ce l’abbiamo messa tutta per svolgere un lavoro enorme. Lo testimonia l’adesione raccolta da parte di moltissimi artisti e spettatori. La stima dovuta alla qualità della nostra programmazione e alla capacità di sostenere la produzione in un’epoca in cui per l’arte le istituzioni non investono nulla.

    Ed è ancora più arrogante parlare di “assenza di luoghi adibiti a” considerando che siamo entrati in questo spazio – che ci è stato assegnato dopo un lungo percorso di lotta – ritrovandoci dentro uno scheletro senza pavimento, senza porte né finestre. Spazio che oggi, grazie alla partecipazione e non certo ai soldi pubblici, è completamente rivestito in legno – con tanto di trattamento ignifugo previsto dalla normativa europea -, è dotato di un impianto elettrico a norma e di attrezzature paragonabili a quelle di molti luoghi “istituzionali”.

    Ci vuole un bel pelo sullo stomaco per chiudere uno spazio perché somministra alcolici, invece di riconoscere che nella più totale autonomia, grazie a questa attività “illecita”, una ex bocciofila abbandonata è diventata un teatro nel cuore della città. Per spettacoli, residenze di compagnie teatrali, concerti, performance, sperimentazioni artistiche, attività attente al contemporaneo; un centro di produzione a disposizione della cittadinanza e degli artisti di tutto il Paese.
    Un luogo che, anche grazie al Bar, ha prodotto attività che dovrebbero essere sovvenzionate dagli assessorati alle politiche culturali e dai nostri amministratori locali, evidentemente assai più interessati a derubare le nostre vite senza alcun pudore.

    Lo spazio alle Terme di Caracalla ci è stato assegnato secondo la delibera comunale 26 del 1995, frutto delle lotte dei Centri Sociali romani. Ed è evidente che la nostra finalità artistica e politica sia fortemente legata a quella storia così come alla rivolta culturale scoppiata in questo ultimo anno in Italia da nord a sud.

     Le nostre attività tentano da tre anni di colmare un buco, una gravissima disattenzione al contemporaneo di cui Roma è vittima.

    Con la nostra programmazione, da tre anni appunto, diciamo NO! alla deriva securitaria e scellerata di Alemanno, che colpisce gli artisti di strada e gestisce la vita notturna come una questione puramente di ordine pubblico e vede al contempo crescere straordinariamente gli episodi di violenza contro le donne, la comunità lgbtq e i migranti.

    Le pressioni che nell’ultimo anno l’Angelo Mai Altrove ha subito si traducono semplicemente nel tentativo di ridurre l’attività culturale del nostro Centro indipendente per le arti a mera attività di locale abusivo. Al massimo dovrebbero considerarci dei teatri abusivi, visto l’ab-uso che abbiamo fatto delle nostre energie e della complicità di tutti quelli che hanno viaggiato dentro il nostro spazio per costruire un altrove.

     

    Il problema della chiusura del Bar non è esclusivamente di carattere economico ma anche di carattere etico. Noi non mettiamo tavoli abusivi nel centro storico pagando mazzette ai vigili, non compriamo sottobanco licenze di somministrazione a più di 100.000 euro, non gestiamo discoteche con guardaroba, privé e champagne.

     Siamo uno dei polmoni della città, semplicemente perché offriamo cultura, diamo spazio al pensiero critico, diffondiamo visioni. E abbiamo sempre cercato di farlo con la massima attenzione all’accessibilità, all’applicazione di prezzi sostenibili da tutti.

    E poi, diciamocelo, il bar e il cibo propagano un desiderio conviviale e di condivisione.
    Sono il contorno, il pretesto dello stare insieme che già da solo è una risposta fortissima alla solitudine d’appartamento.

    Quindi L’Angelo Mai è un’anomalia della città? Se lo è, è un’anomalia sorella di altre che, come noi, hanno portato possibilità e felicità a molti artisti e a moltissimi cittadini.

    L’anomalia che invece dovrebbe preoccupare è che questa amministrazione ha speso 11 milioni di euro per acquistare un immobile a un movimento neo-fascista, razzista, sessista e omofobo come Casa Pound. O che fuori dall’ex Cinema Augustus, spazio occupato da una manciata di persone in estate, ora spicchi una targa con scritto MSE, con tanto di fiamma – che ora si apparenta al movimento neo-nazista europeo.

    Un’attività come la nostra in qualunque Paese europeo non sarebbe un’anomalia, ma una fortuita coincidenza sostenuta da fondi pubblici perché considerata un bene per la città e per il Paese.

    Per concludere.

    Sospendiamo le nostre attività perché senza il Bar non riusciamo a sostenerle e se aprissimo il Bar i sigilli verrebbero apposti al nostro spazio con tanto di accuse penali e magistratura.

    Sappiamo che non vogliamo che questa esperienza muoia, anzi.

    Dopo giorni di assemblea abbiamo pensato che:

    VENERDI 5 ottobre alle ore 18 vorremmo incontrare tutt* voi che in questi anni l’Angelo Mai l’avete abitato per parlare della situazione e per scambiarci proposte, domande e impressioni guardandoci negli occhi

    SABATO 6 ottobre la serata di MAGNETICA prevista da noi è spostata dai nostri fratelli dell’Ex Cinema Palazzo – Sala Vittorio Arrigoni

    • IL 14 ottobre sarà tutelata la mostra di David Fenton e quindi STRAORDINARIAMENTE L’ANGELO MAI RIAPRIRÀ SOLO PER QUEI GIORNI. La mostra è il risultato di una partecipazione enorme di cittadini e artisti che hanno finanziato con la propria presenza e le loro sottoscrizioni la realizzazione di un sogno: portare le opere del fotografo per la prima volta in Italia. Dal 14 al 18 ottobre vivremo quindi gli ultimi giorni di apertura al pubblico, perché ci sembra irresponsabile e folle non dare corpo al progetto a cui moltissimi in questi mesi hanno creduto, e saremo tutti all’Angelo Mai per gridare insieme WE ♥ FENTON

    Fino al 14 ottobre lo spazio resta comunque chiuso

    Per il resto seguiteci, scriveteci, siate con noi come sempre è successo in questi anni.

    Un abbraccio forte

    ANGELO MAI ALTROVE