• Palermo: occupato il Teatro Garibaldi
  • PALERMO, 13 Aprile 2012
    OCCUPATO IL TEATRO GARIBALDI

    Manifesto per la Cultura

    Uno spazio destinato alla cultura non può chiudere per ragione alcuna.
    La sua assegnazione e la sua vita devono essere garantite da criteri di gestione trasparenti e rigorosi, nel rispetto del valore dell’arte in tutte le sue forme di espressione.
    Per questo restituiamo oggi alla sua naturale funzione il Teatro Garibaldi: l’ennesimo spazio negato alla città, un luogo che ci appartiene come cittadini e come lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell’arte.
    Come cittadini abbiamo il dovere di difendere il patrimonio artistico del nostro Paese, il dovere di sottrarlo alla gestione clientelare e priva di progettualità. Chiediamo alla cittadinanza di aderire alla nostra lotta e partecipare alla nostra azione.
    Come lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell’arte e come espressione della nuova generazione creativa di questa città abbiamo il diritto di essere riconosciuti interlocutori indispensabili nelle scelte politiche che riguardano il nostro settore, il nostro lavoro, la nostra vita.
    Gli spazi della cultura sono luoghi di aggregazione, crescita e confronto per i cittadini.

    Oggi inauguriamo un progetto nuovo, che, partendo dall’affidamento e dalla gestione degli spazi, e dall’elaborazione di un modello, rimetta in circolo le realtà produttive e culturali della nostra città, prescindendo dall’ingerenza dei partiti, dai ricatti delle clientele, dall’aridità dei finanziamenti a pioggia.
    Chiediamo che il Comune di Palermo e gli altri enti pubblici rendano noto e accessibile un censimento degli spazi di loro proprietà; che si dotino di un regolamento che disciplini l’assegnazione di tali luoghi e delle relative risorse economiche destinate alla cultura, prevedendo il costante monitoraggio di tutte le attività finanziate.
    È necessario che tale regolamento sia elaborato e condiviso dagli artisti, dalle professionalità che gravitano intorno al mondo della cultura, dai funzionari degli uffici dell’amministrazione pubblica di competenza.
    Soltanto sulla base di un nuovo sistema di regole è possibile immaginare modelli di gestione innovativi, che riconoscano finalmente un’identità ai generi, ai linguaggi, alle nuove storie di questa Città.

    La cooperazione tra le diverse discipline rappresenta una opportunità fondamentale per la creazione ed esportazione di contenuti artistici nuovi.
    Chiediamo pertanto un modello lontano dalle nomine di “direttori artistici” ispirate da logiche partitiche, un modello che fondi le sue basi sull’alternanza delle cariche e che dia spazio alle nuove energie artistiche espresse nella e dalla Città.
    Una società che non valorizza la cultura e l’innovazione non ha la sensibilità e la capacità necessarie per custodire il proprio patrimonio e non scommette sul proprio futuro.

    Comitato Teatro Garibaldi Aperto

     

    TEATRO GARIBALDI, il dossier:

    Situato nel cuore del quartiere della Kalsa, affacciato su piazza Magione, il Teatro Garibaldi rappresenta uno degli spazi culturali simbolo della città di Palermo. Nel corso di due secoli ha vissuto un’inevitabile alternanza tra momenti di intensa attività e lunghi periodi di disuso, trovandosi più volte a cambiare la propria destinazione d’uso, trasformandosi ora in cinema di terza visione ora in sede di improbabili incontri rionali di boxe per poi finire a deposito di ferraglie e rifiuti.
    Costruito all’interno dei giardini del quattrocentesco Palazzo Ajutamicristo, il teatro fu inaugurato con un memorabile discorso dal generale Giuseppe Garibaldi in persona il 14 settembre 1862. Inizialmente dedicato a commedie popolari ed opere buffe, conobbe periodi di fortuna e di abbandono fino a quando, nel 1966, la compagnia del maestro Angelo Musco ne fece la propria casa, stipulando un contratto d’affitto di nove anni con la famiglia proprietaria dell’edificio.
    Nel 1983 fu finalmente acquistato dal Comune di Palermo e destinato a vari usi sociali.
    Dal 1996 al 2008 il teatro viene affidato, più o meno continuativamente, alla direzione artistica di Matteo Bavera diventando uno spazio votato alla promozione del teatro di ricerca e ospitando produzioni firmate dai maggiori artisti della scena teatrale contemporanea internazionale (Carlo Cecchi, Peter Brook, Patrice Chéreau, Lev Dodin, Antonio Latella tra gli altri).
    Nel novembre 2008 hanno inizio i più recenti lavori di restauro, ultimati nel giugno 2009, basati su un progetto che intendeva ribaltare le regole del teatro all’italiana e, avvicinandosi al modello del Living Theatre, prevedeva una configurazione incentrata sulla frontalità tra attori e spettatori.
    Oggi lo stato dei lavori sarebbe teoricamente ultimato e collaudati tutti gli impianti, per rendere fruibile il teatro mancherebbero ancora le poltroncine e i piani mobili, andati più volte in appalto. Il costo totale dei lavori ammonta circa a 4 milioni e mezzo di euro, finanziati dai fondi europei di Agenda 2000.
    Negli ultimi anni spesso la cronaca cittadina è tornata ad accendere i riflettori sul teatro, anche per dare voce allo scontro, talvolta violento, tra gli artisti e la precedente direzione artistica accusata di insolvenza, su cui pesano ancora numerosi procedimenti in corso.
    Il tema dell’affidamento del teatro è ad oggi quanto mai incerto. Insieme ai ripetuti appelli avanzati dall’ex-direttore in nome di un presunto diritto acquisito, negli ultimi anni a più riprese la stampa ha riacceso il caso segnalando nomi meritevoli per anzianità o accogliendo la proposta di una direzione collettiva, inizialmente avanzata da alcuni fra i più autorevoli nomi del teatro di ricerca palermitano, poi decaduta per lo smembramento del gruppo stesso.

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