• Lotta per la casa!
  • autocostruzioni al tempo della repressione
    @ Teatro Valle Occupato
    [via del Teatro Valle 21, Roma]

  • h21.00
    proiezione di “CASA NOSTRA”
    documentario di Livia Parisi e Lucilla Castellano (Ita 2014, 56′)
    anteprima romana
    [Festival del Documentario di Bari]

    a seguire
    incontro con
    LIVIA PARISI | ARTURO SALERNI | COMITATO POPOLARE DI LOTTA PER LA CASA | MASSIMO PASQUINI | SANDRO MEDICI | FIORENZA MENNI e ANDREA MOCHI SISMONDI

    “E’ la storia di una lotta politica, basata su principi come condivisione, uguaglianza, solidarietà e partecipazione” (Livia Parisi – regista)

    Il 27 aprile al Teatro Valle Occupato si tiene una serata a sostegno del Comitato Popolare di Lotta per la Casa per fronteggiare le spese legali dovute all’inchiesta giudiziaria che lo ha travolto. Il programma della serata prevede un aperitivo alle ore 20.30, prosegue alle ore 21 con la proiezione, in anteprima romana, del documentario CASA NOSTRA di Livia Parisi e Lucilla Castellano (ITA, 2014, 56′), in concorso al recente Bari International Film Festival 2014; a  seguire,  incontro con la regista Livia Parisi, Arturo Salerni, il Comitato Popolare di Lotta per la Casa, Massimo Pasquini, Sandro Medici, Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi.

    Oggi sul Comitato Popolare di Lotta per la Casa pende un’inchiesta giudiziaria per associazione a delinquere ed estorsione che vede 40 inquisiti, il sequestro del centro socio culturale Angelo Mai Altrove Occupato, anch’esso finito nell’inchiesta, e il recentissimo sgombero delle occupazioni abitative di via delle Acacie 56 e della Ex Hertz di via Tuscolana. Un duro colpo politico, prima che giudiziario, a chi si è battuto contro la speculazione immobiliare che ha divorato Roma, tentando di offrire una risposta diversa.

    Il documentario “Casa Nostra” racconta la storia di un gruppo di persone, famiglie immigrate e italiane, giovani e meno giovani che, trovandosi senza casa, decidono di auto-organizzarsi dando vita al progetto dell’autocostruzione, che si rivelerà tra i più discussi mai realizzati prima.

    La regista Livia Parisi ha seguito per tre anni il Comitato di Lotta per la Casa, notte e giorno, dalle feste ai dibattiti, dai momenti privati a quelli di lotta, raccontando uno spaccato di realtà politico sociale nel dramma della precarietà abitativa. Era una scuola abbandonata da quattro anni lo stabile di Via Tuscolana della scuola Hertz su cui il Comitato Popolare di Lotta per la Casa ha investito energie per far sì che all’interno di quella struttura si realizzassero 20 appartamenti con interventi strutturali imponenti e indispensabili. Il primo esperimento di autocostruzione autofinanziata nato con lo spirito di rispondere alla necessità abitativa e contrastare il crescente utilizzo dei residence abitativi utilizzati dalle amministrazioni per far fronte a quella che chiamano emergenza. Non un soldo speso dall’amministrazione pubblica, non un soldo regalato ai costruttori ma fatica e lavoro, cento euro mensili per costruire quella che sarebbe dovuta essere la risposta dal basso alle politiche abitative di Roma.


    Note di regia

    Con l’aumento subìto dagli affitti negli ultimi 10 anni ma soprattutto la crisi economica e l’emorragia di posti di lavoro, sempre più persone non hanno i soldi sufficienti per pagare un canone, e men che mai un mutuo. Questa è la storia di uno dei tanti Comitati che rivendicano, per tutti i cittadini, il diritto ad un’abitazione dignitosa. Perché anche se non se ne parla, quella della casa resta un’emergenza: taciuta e, forse, costruita ad arte per poter giustificare nuove costruzioni e nuovi quartieri. Di qui la necessità di trovare soluzioni alternative ad affitti che arrivano a coprire più della metà delle entrate famigliari: occupare spazi abbandonati per recuperarli e renderli, con lavori autofinanziati e svolti dagli occupanti stessi, delle abitazioni confortevoli. Noi abbiamo seguito in questo progetto un gruppo di persone: tra di loro ci sono pensionati in lista per una casa popolare, giovani coppie con lavoretti in nero, migranti e studenti rimasti intrappolati nella rete della precarietà, famiglie italiane monoreddito e molte che il reddito non lo hanno più. E tanti, tanti bambini. Quello che ne è venuto fuori dopo aver vissuto con loro per quasi due anni, non è però solo la storia di persone in cerca di un tetto, o di come il nostro Paese non sia in grado di garantire questo diritto essenziale, riconosciuto anche dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. E’ la storia di una lotta politica, basata su principi come condivisione, uguaglianza, solidarietà e partecipazione. E’ anche la storia di un esperimento sociale basato sulla multietnicità. Ed è, infine, la storia di singoli occupanti, che abbiamo seguito passo dopo passo, nelle loro gioie e nei loro problemi quotidiani. Per rendere comprensibile a tutti quali sono le motivazioni che spingono a questa scelta, ma anche le difficoltà di convivere in un’occupazione.