• Io so dove sto
  • io so che la mia città affondava e che ho preso un punto fermo.

    io so che alla corruzione di un sindaco che regalava cariche a parenti e amici ho risposto aprendo spazi per tutt*.

    io so che a quelli come me avevano assicurato che per noi non ci sarebbe stato un futuro e invece ho partecipato alla costruzione di spazi dove essere felici e creare lavoro.

    io so che non mi piaceva sognare ad occhi chiusi, ma costruire insieme ad occhi aperti e

    i luoghi abbandonati e vittime di speculazione li ho resi, insieme a quelli come me, teatri e luoghi per l’arte.

    io so che la crisi non mi ha bloccato, ma che ho risposto al deserto culturale con l’indipendenza e la condivisione.

    io so che attraverso multe e verbali salati vogliono equiparare a esercizi commerciali spazi che sono stati riqualificati grazie al lavoro collettivo.

    io so che nessun vigile urbano che manderanno avrà il diritto di farlo.

    io so che la giunta Alemanno in quattro anni ha sperperato in maniera corrotta le esigue risorse a disposizione, finanziando le grandi lobby dell’industria culturale ed eventi lontani dal soddisfare i bisogni della cittadinanza, delle periferie, della cultura giovanile.

    io so che la mia invece è un’esperienza di impresa sociale dal basso che reinveste tutte le proprie economie in una progettualità partecipata.

    io so che questo sindaco ignora la volontà dei cittadini espressa attraverso un referendum che parla di ACQUA.

    io so invece che un bene comune è di tutt*.

    io so che Alemanno spende undici milioni di soldi pubblici per comprare un palazzo a un’organizzazione neo-fascista come Casa Pound, e accusa di illegalità quelli come me che non gli costano nulla ma che credono che la cultura sia uno strumento di consapevolezza e libertà.

    io so che l’articolo 4 della Costituzione Italiana dice che “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” e che di illegale non ho nulla.

    io so che l’articolo 3 della Costituzione Italiana dice che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” e che gli illegali sono loro.

    io so che se questo è il loro ordine io rivoglio il mio disordine.

    io so che che non mi fregano.

    io so che che non riusciranno mai a chiudere i nostri spazi.

    IO SO DOVE STO

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