• Go Dai Fest
  • “I Cinque Grandi“

    Cinque serate.
    In cinque mesi.

    Con cinque direttori artistici speciali.
    Fritz da Cat, Enrico Gabrielli (Der Maurer), Roberta Sammarelli (Verdena), Xabier Iriondo (Afterhours), Giulio Ragno Favero (Il Teatro degli Orrori).
    E il gran finale con Manuel Agnelli (Afterhours).
    Al via il 7 Dicembre. Angelo Mai Altrove Occupato, Roma.

    Da un‘idea di Daniele “ilmafio“ Tortora e Rodrigo D‘Erasmo.

     

    il programma

    7 dicembre 2012
    “CHI“ Terra
    Alessandro Civitelli aka Fritz da Cat

    [produttore hip hop]
    con Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi [Teatrino Clandestino], Cane Secco, Rapcore, Er Costa
    dj set: Fritz Da Cat

    13 gennaio 2013
    “FU“ Aria
    Enrico Gabrielli

    [Der Maurer, Calibro 35, Mariposa]
    con
    Hobocombo [con musiche di MoonDog]
    Rodrigo D’erasmo [con musiche di Reich]
    Vincenzo Vasi [con musiche di Schwitters]
    Der Maurer [con musiche di Stravinskij, Messiaen]
    Sebastiano De Gennaro [con musiche di Xenakis, Cage]
    Mario Frezzato [con musiche di Britten]
    Esecutori di metallo su carta [con musiche ritrascritte per ensemble classico di Zu, Zeus!, Fuzz Orchestra, Morkobot, Eterea Post Bong Band, Testa de Porcu, Confusional Quartet, Aucan e altra gente cattiva]
    Live no-dj set: La piccola orchestrina di molto agevole [con musiche di Casadei e Brighi]
    presenta Michele Orvieti

    22 febbraio 2013
    “KA“ Fuoco
    Roberta Sammarelli

    [Verdena]
    con
    Verbal
    Spread
    Edible Woman
    dj set: Demons At Play

    22 marzo 2013
    “KU“ Vuoto
    Xabier Irondo

    [Afterhours]
    con
    Der Cavalinha
    Giano
    Mistaking Monks
    Fuzz Orchestra
    Damo Suzuki

    19 aprile 2013
    “SUI“ Acqua
    Giulio Ragno Favero

    [Il Teatro degli Orrori]
    con
    Duo Majahall
    Anna Magdalena
    Two Pigeons
    dj set: Off Muziek

    maggio
    Manuel Agnelli

    [Afterhours]
    cast in via di definizione

    ——

    Nella filosofia giapponese gli elementi naturali sono 5 e sono per l‘appunto detti i cinque grandi “GO DAI“: terra, acqua, fuoco, aria e vuoto. Ogni manifestazione dell‘essere umano, a partire da esso stesso è una fusione, più o meno equilibrata di questi elementi. La musica li unisce perfettamente, appartiene ad ognuno e da ognuno si genera e si propaga alla ricerca degli altri. In “GO DAI FEST“ ciascun elemento rappresenterà una chiave espressiva differente.
    Cinque elementi, cinque serate, cinque proposte musicali, cinque direttori artistici. Ogni appuntamento avrà infatti un “grande“ nome alla regia nell‘intento di proporre cinque viaggi musicali molto eterogenei e apparentemente distanti l‘uno dall‘altro e portarli verso un approdo lontano da sé, una deriva comune, un punto di fusione.

    A partire da Venerdì 7 Dicembre ogni mese, una volta al mese il GO DAI andrà in scena all‘Angelo Mai Altrove Occupato. Nessun luogo come questo infatti si nutre e trova ricchezza nella diversità. È proprio da questa possibilità che nasce il desiderio di un festival senza recinti di genere che permetta a tutti (organizzatori, artisti, spettatori, curiosi) di assistere a performance non convenzionali potendo tracciare un filo comune tra tutte. Ogni direttore artistico interpreterà a suo modo questo canovaccio partendo dal proprio elemento d‘origine per avvicinarlo agli altri.
    Il tutto, alla fine dei 5 mesi, culminerà in una rassegna conclusiva che vedrà l‘incontro e la fusione appunto dei 5 elementi nell‘interpretazione di un direttore artistico d‘eccezione: Manuel Agnelli.

    Daniele ‘ilmafio’ Tortora e Rodrigo D‘Erasmo

    gli ideatori

    Daniele “ilmafio” Tortora
    Generatore meccanico di suoni ad alta tensione, conduce da quindici anni una personale battaglia alla ricerca del Santo Rullante dentro e fuori dalla sua piccola officina. Molti i compagni di viaggio (Planet Funk, Raiz, Nidi d’Arac, Roberto Angelini, Niccolò Fabi, Collettivo Angelo Mai) che hanno condiviso alcuni di questi momenti. È sempre in viaggio, con Clivo delle mura Vaticane negli occhi e L’Angelo Mai nel cuore.

    Rodrigo D‘Erasmo
    Violinista sempre più polistrumentista, viene dal Conservatorio e dalla classica ma nell‘ultimo decennio ha messo le corde inquiete del suo violino al servizio di alcune delle realtà più feconde dell‘indipendenza italiana (Le Luci della Centrale Elettrica, Cesare Basile, Dente). Ma di lui si sono accorti anche Willard Grant Conspiracy, Steve Wynn, Piers Faccini, John Parish, Muse. E dal 2008 è violinista degli Afterhours.

    i 5 grandi

    “CHI“ Terra Fritz da Cat
    Nome d‘arte di Alessandro Civitelli, ovvero l‘uomo che sta dietro in veste di produttore a gran parte dei bestseller hip-hop degli ultimi quindici anni. Da La Pina (anno 1997) ai più recenti Gue Pequeno (Club Dogo), Fedez, Noyz Narcos, Salmo, Ensi. In mezzo tre dischi (“Fritz da Cat”, 1998; “Novecinquanta”, 1999; “Basley Click”, 2001) con tutta la creme del genere. Insomma un pezzo di storia dell‘hip hop italiano.

    “FU“ Aria Enrico Gabrielli [Der Maurer, Calibro 35, Mariposa]
    Compositore, arrangiatore, polistrumentista: coi Mariposa ha fondato la musica componibile, coi Calibro 35 ha riportato in vita le soundtrack del poliziottesco italiano, a nome Der Maurer si diletta con la classica contemporanea. I suoi fiati si trovano in tantissimi dischi dell‘indie italiano e non solo, dagli Afterhours ai Baustelle, passando per Vinicio Capossela e Morgan. Un marchio sonoro della musica italiana di qualità.

    “KA“ Fuoco Roberta Sammarelli [Verdena]
    Per molti è ‘la‘ bassista dei Verdena, una figura inconfondibile sul palco, dal 1999 di “Valvonauta” al presente appena passato di “Wow”. E se il gruppo bergamasco è oggi una delle colonne portanti del rock italiano che sa farsi valere anche oltreconfine lo si deve anche a lei: musicista rigorosa, persona tenace senza troppi personalismi. Il profilo ideale di quello che dovrebbe essere, nel 2012, una persona che fa musica.

    “KU“ Vuoto Xabier Iriondo [Afterhours]
    All‘inizio un chitarrista con il vizio del rumore più inquieto. Poi un costruttore di strumenti nel suo Sound Metak. Il tutto volto a realizzare un percorso musicale che fra Afterhours e tante fondamentali esperienze nella scena sperimentale italiana (Uncode Duello, A Short Apnea) lo vede oggi distinguersi per un approccio alla musica sempre sul filo del limite e in cerca dell‘imprevedibile. Là dove il suono diventa pensiero e visceralità.

    “SUI“ Acqua Giulio Ragno Favero [Il Teatro degli Orrori]
    Un autentico artigiano dei suoni che ha saputo tirare fuori il meglio di band con il vizio del rumore come Red Worms‘ Farm, Bachi da Pietra, The Death of Anna Karina, Zu e Zeus!. Ma soprattutto l‘artefice sonoro di due progetti fondamentali per il rock italiano dell‘ultimo ventennio, One Dimensional Man e Il Teatro degli Orrori, che lo hanno portato ad essere tra i produttori più apprezzati del nostro Paese.

    ———

    “GO DAI FEST“ Manuel Agnelli
    Fosse stato “solo” il fondatore degli Afterhours non sarebbe oggi il direttore artistico dell‘evento conclusivo di Go Dai. Voce e scrittura inconfondibili, quella manciata di canzoni che tutti conoscono a memoria, una collaborazione con Mina che in pochissimi possono vantare. Lui ha inventato il “Tora! Tora! Festival” e negli ultimi anni ha dimostrato che può esserci una via nuova all‘essere indipendenti: quella del completo raggiungimento dell‘autonomia, non solamente artistica. Leggi alla voce libertà.

    ideazione grafica

    Valentina Chiappini
    Laureata in pittura, presso l‘Accademia di belle arti di Brera. Dipinge sin da quando era bambina sulle superfici più disparate. Nella pre-adolescenza scopre una vera e propria passione nello sperimentare un tipo di pittura fatta di segni, suoni, colori e simboli dove il soggetto principale è il graffio. La lama – spatola dal potenziale distruttivo – è lo strumento che sottrae il colore: il magma cromatico è la materia in eccesso che fa tintinnare le lame. Chiappini si inserisce nel punto intermedio in cui i “Gobbi” di Alberto Burri passano il testimone a Lucio Fontana: la ricerca della terza dimensione, la soluzione in cui pittura e scultura si compenetrano, il flusso tra il filo di ferro e il taglio, è il punto in cui si leva la lama che accarezza, voluttuosa, il volto dell’arte paventando una violenza a cui non darà seguito. Piegare la violenza alla creazione, manipolare un principio inalienabile di distruzione in un marchio: la texture del “graffio”.

    Ho immaginato questa creatura come un‘urna che racchiude in sè l‘essenza dei 5 elementi… ed è in equilibrio armonico con essi… Una eroina-dea-madre in abiti contemporanei, che volge lo sguardo al futuro e guida la rivolta Go Dai… con la forza della parola.
    [La fanciulla diviene simbolo di trasformazione e libertà espressiva].

    Valentina Chiappini

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