• Ex Istituto Angelo Mai. Ferita aperta nel cuore della città
  • Roma, 17 novembre 2012

    Il 17 novembre 2004 l’ex Istituto Angelo Mai – abbandonato da anni – viene occupato da famiglie in emergenza abitativa, circa 30, e da un collettivo di artisti.
    In quel periodo la popolazione storica del Centro della città veniva definitivamente “allontanata” perché le case popolari – di cui Rione Monti era pieno – venivano vendute al miglior offerente e le “nuove” case popolari erano, nella migliore delle ipotesi, 20 chilometri fuori dalla città.

    In quel periodo la Roma Imperiale del sindaco Veltroni era un luna park di grandi eventi, di grandi nomi che passeggiavano su red carpet sparsi il più possibile, ma di spazi – e soldi! – per la cultura indipendente, per la ricerca contemporanea in campo teatrale, visivo e musicale, per quell’ammasso di artisti, di lavoratori dello spettacolo così “choosy”, neanche un metro quadrato.
    Neanche un centesimo.

    Per questo quel collettivo di artisti che occupò l’ex Istituto Angelo Mai – sempre quel 17 novembre – diventò presto un movimento culturale.
    Per quella stessa sete di “fare”, di riprendersi la propria vita e i propri diritti, oggi – sempre di più – la nera Roma di Alemanno è piena di luoghi strappati all’abbandono e alla corruzione e diventati Centri di produzione culturale e case.
    Luoghi prima ancora che occupati liberati.

    Coloro che occuparono l’ex Istituto Angelo Mai, nel 2006 vennero violentemente sgomberati da una quantità esagerata di forze dell’ordine, poiché in questo luogo era urgente una ristrutturazione per trasferirci una scuola media. Questo vergognoso accoppiamento tra manganelli e scuole – che per nulla ci sorprende in questo Paese!  – fu l’ennesimo inutile atto di forza.

    Qui dentro iniziarono dei lavori nel 2006 – spendendo, sperperando, ancora una volta, milioni di soldi pubblici! – che durarono circa 3 anni, per non ottenere nulla.
    Tra gare d’appalto truccate e soldi che non si sapeva più dove erano finiti, nessuna istituzione si è mai più preoccupata di aver creato un’ennesima cattedrale nel deserto.

    Oggi, a 8 anni di distanza, vogliamo ricordare che qui, nel cuore della città, nell’ombelico della movida e dei bed & breakfast, nel Rione bello e promiscuo quanto la Suburra che era, c’è una ferita aperta. Un luogo abbandonato in una città affamata di spazi per vivere, creare.
    In questo Rione che negli ultimi anni è stato spesso al centro della cronaca per fenomeni  di imprevedibile violenza, c’è un edificio che sanguina.

    Un luogo che non è diventato una scuola, non è diventato un teatro, non è diventato un giardino, non è più stato un cortile per tutt*.
    Un luogo che poteva essere tutto questo insieme e rispondere alla speculazione e alle nuove violenze delle notti romane con l’arte, l’apprendimento, lo scambio, lo stare bene.

    COMITATO POPOLARE DI LOTTA PER LA CASA
    ANGELO MAI ALTROVE OCCUPATO

  • Altri eventi oggi: