• Costruiamo la democrazia dei beni comuni a Roma
  • Come rilanciare la città pubblica contro le privatizzazioni, le dismissioni, i tagli al welfare e alla cultura
    mercoledì 29 febbraio ore 17.30 al Cinema Palazzo
    piazza dei Sanniti, San Lorenzo

  • Roma si trova sotto attacco delle speculazioni, delle privatizzazioni, e dei tagli al welfare e alla cultura.
    Un strategia che si svolge su più fronti.
    I programmi di austerità e di tagli portati avanti dal governo Berlusconi e proseguiti da Monti, sotto il diktat delle burocrazie europee, hanno ridotto le risorse disponibili nelle casse comunali, già oberate da un forte indebitamento e strozzate dall’imposizione del patto di stabilità.
    Sulla città di Roma ricadrà il ricatto della dismissione e della privatizzazione forzata dei servizi pubblici locali, in dispregio dei 27 milioni di “sì” ai Referendum di giugno e con la conseguenza di una riduzione della qualità e del peso dei servizi collettivi, di un aumento delle tariffe e di una spinta ulteriore alla precarizzazione del lavoro.

    Altro che federalismo! Roma e le altre città sono le ancelle di un governo centrale che scarica sulla dimensione locale la propria incapacità.
    La destra al Governo nella città e nella Regione propone un modello di sviluppo fondato sulla rendita, il mattone e l’abbraccio con i poteri forti come dimostrano il Piano Casa e i progetti di cementificazione approvati da Alemanno che prevedono altri milioni di metri cubi di cemento oltre a quelli già previsti dal piano regolatore o il piano rifiuti della Regione Lazio, solo per fare alcuni esempi. Inoltre, un immenso patrimonio pubblico (i depositi Atac, gli immobili militari, gli immobili trasferiti con il federalismo demaniale) che potrebbe servire per servizi e abitazioni a canone sociali, viene svenduto. 
    Una vera e propria ideologia ottusa che tenta l’aggressione ai beni comuni, la finanziarizzazione della città e l’abdicazione del ruolo regolatore del pubblico. 

    * *  *

    Occorre invertire la rotta.
    La città deve cessare di essere concepita come preda dagli speculatori, come salvadanaio dal Governo Nazionale e come proprietà privata dalle classe politica.
    Intendiamo cogliere lo spirito e le intenzioni emerse nel “Forum dei Comuni per i beni comuni” che si è tenuto a Napoli il 28 gennaio e riportarli nella città di Roma.
    Proponiamo di costruire uno spazio pubblico di movimento che punta a realizzare un nuovo modello di città fondato sui beni comuni, il federalismo possibile, l’autogoverno dei cittadini. Uno spazio autonomo dai partiti, ma non autoreferenziale, che sappia produrre delle proposte per la città e imporle nel dibattito politico.

    Per farlo pensiamo di partire dalle tante vertenze e dai tanti conflitti per i beni comuni e i diritti sociali che abitano la città. Aprire una discussione e un percorso a rete per ridare alla città la dignità che merita e da qui disegnare un altro modello di sviluppo.

    Primi promotori: Action-diritti in movimento, Esc-atelier autogestito, Point Break, Horus Project, Lab Puzzle, Strike, Angelo Mai.

    Per info, partecipazioni e adesioni autogoverno@gmail.com