• Come il diritto al dissenso diventa un attacco a uno spazio culturale indipendente
  • Roma, 20 maggio 2013

    Scriviamo per complimentarci con la Digos di Roma per la brillante operazione mediatica messa in piedi il 18 maggio.
    Facciamo i nostri più sentiti complimenti alla Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali per aver scelto, a quanto pare, di intervenire nella campagna elettorale romana e di supportare apertamente l’ufficio stampa del PDL utilizzando una spontanea protesta di alcuni cittadini che nulla ha a che vedere con le elezioni (facciamo riferimento alla protesta avvenuta il 9 maggio presso il ristorante Orazio di Roma dove Renata Polverini e altri esponenti del PDL cenavano).

    Non a caso, lo stesso sito di Repubblica del 18 maggio titola: Comunali, aggredirono verbalmente Polverini: denunciati 3 esponenti “ANGELO MAI”, mettendo arbitrariamente in connessione una protesta spontanea contro La marcia per la vita del 12 maggio e contro i tagli alla sanità e un centro di produzione culturale indipendente, cogliendo inoltre l’evidente e subdola manovra elettorale.
    Questo accade anche per altre testate, perché proprio la Digos, nella sua comunicazione, utilizza l’occasione di una protesta spontanea contro l’ex Presidente della Regione Lazio Renata Polverini e altri esponenti del suo partito per accanirsi con uno spazio culturale e fare campagna, evidentemente, al partito politico contestato quel giorno.

    Si tratta di una classica montatura e la Digos in questo non è neanche creativa e originale.
    La macchinazione nei nostri confronti è certamente grave, ma ancora di più è un’operazione banale, che utilizza il solito schema di criminalizzazione degli spazi occupati e dei centri sociali, ben noto in questo Paese.
    L’arbitraria conclusione della Digos è inammissibile: in base a tre denunce a persone vicine al nostro spazio, attribuisce all’Angelo Mai Altrove Occupato un legittimo episodio di disobbedienza civile di un gruppo variegato di cittadini e cittadine che scelgono di dissentire.

    Perché strumentalizzare un centro sociale?
    Perché manipolare i fatti per screditare uno spazio che da anni è attivo politicamente e artisticamente nella città, evidentemente e apertamente distante dalla politica di Alemanno, se non per scopi elettorali?
    E soprattutto perché la Digos si permette di fare politica e non semplicemente le sue indagini?

    Fa quasi sorridere il tentativo fumettistico di criminalizzare una struttura come l’Angelo Mai per dei fatti che già in se stessi non contengono nessun reato – questo salterebbe agli occhi di chiunque guardasse il video su youtube.
    Fa indignare sapere che in questo momento lacerante per la storia del Paese una spontanea espressione di dissenso di alcuni cittadini nei confronti della ex governatrice della Regione Lazio Renata Polverini, pubblicamente al centro di scandali legati a corruzione e pessima gestione del denaro pubblico, diventi in maniera rocambolesca il fulcro di reati come “violenza privata” e “manifestazione non autorizzata”.
    Le immagini del video palesemente dimostrano che non esiste nessuno di questi reati.

    L’Angelo Mai continua a stare dalla parte di chi dissente e a dissentire con loro, quando si tratta di recriminare diritti inalienabili previsti innanzitutto dalla nostra Costituzione.
    Quando si tratta di denunciare gli sprechi e i soprusi ai danni di una società lacerata dalla crisi economica.

    Per concludere: com’è evidente dalle immagini, sul cartello di quella protesta c’è scritto “ROMA SANGUINA”, ed è vero.
    E allora che la politica si occupi di una città sofferente, di rispettare i diritti e la dignità dei suoi cittadini, che si lasci permeare dalle proteste invece di avere l’arroganza di rimanerne indifferente, o peggio di riderne – come in questo caso fa la stessa Polverini.
    Che la Digos, invece di buttarsi in politica, si occupi delle sue indagini e lasci che a fare la campagna elettorale del PDL siano altri.
    Ma soprattutto, che ognuno possa sempre sentirsi libero di rivendicare i propri diritti, di dissentire di fronte al sopruso e al volgare privilegio.

    ANGELO MAI ALTROVE OCCUPATO