• Angelo Mai libero! Liber* tutt*!
  • dal presidio a Piazzale Clodio

  • #tutt*liber*
    #angelomailibero

    Roma, 5 maggio 2014

    Questa mattina, mentre il Tribunale del Riesame (Tribunale della Libertà) valuta il dissequestro dell’Angelo Mai, a piazzale Clodio artisti e attivisti si ritrovano per reclamare il diritto alla città e il ruolo fondamentale degli spazi sociali e culturali autogestiti.
    Siamo qui inoltre per reclamare la libertà per Simon, Ugo, Matteo e Nico, i quattro ragazzi arrestati durante la manifestazione del 12 aprile, nei confronti dei quali pesano ancora gli arresti domiciliari, al riesame nello stesso momento in Tribunale.
    Questi due processi a distanza di poche aule esprimono chiaramente l’azione repressiva esplosa negli ultimi mesi a Roma, il tentativo violento di limitare le forme di autorganizzazione e dissenso. Durante l’udienza costruiamo delle grandi ali, simbolo della libertà che rivendichiamo in un momento così cupo. Simbolo del pensiero e delle pratiche che abbiamo sempre diffuso in questi anni. Alcune di quelle piume le indossiamo sulle nostre teste, come indiani metropolitani che rifiutano di essere rinchiusi in una riserva ma che vogliono continuare ad attraversare con i propri linguaggi i territori più vasti. Ali che dicono “Angelo Mai libero! Liber* tutt*!”

    Una settimana fa eravamo in questo stesso piazzale mentre in Tribunale si chiedeva la custodia in carcere per 5 persone e il divieto di dimora a Roma per altre 9, tutte appartenenti al Comitato Popolare di Lotta per la Casa. Queste 14 persone, indagate per associazione a delinquere a scopo estorsivo, hanno nei fatti occupato due scuole abbandonate. Sperimentando l’autocostruzione le hanno trasformate in appartamenti dignitosi, rispondendo così al bisogno di tante persone in emergenza abitativa. Il Comitato Popolare di Lotta per la Casa ha fin da principio fatto parte della storia dell’Angelo Mai. Siamo ancora in attesa di conoscere l’esito dell’udienza.

    L’accanimento nei confronti dell’Angelo Mai, posto sotto sequestro giudiziario il 19 marzo nell’ambito di un’inchiesta che tenta di criminalizzare le pratiche di autogestione e di occupazione, è noto. Com’è noto l’enorme lavoro svolto da dieci anni a questa parte dall’Angelo Mai, uno dei baluardi di pensiero critico e produzione artistica e culturale a Roma, dove i teatri chiudono e le politiche culturali semplicemente non esistono.

    Nei cinque anni di attività nello spazio di viale delle Terme di Caracalla, non abbiamo solo dato vita a una costante produzione artistica, a una formazione permanente, a un’incessante attività laboratoriale per adulti e bambini. Abbiamo anche bonificato il luogo dalla presenza dell’amianto, ci siamo presi cura del parco circostante, abbiamo trasformato un capannone senza pavimenti né impianto elettrico in un vero e proprio teatro. Uno spazio dove incontrarsi, creare insieme, scambiare saperi e sperimentare dal basso. Un teatro indipendente ora abbandonato al degrado e sottratto ad una cittadinanza attiva che lì dentro ha costruito percorsi e sguardi sul futuro.

    Noi lottiamo per i nostri diritti aprendo spazi del possibile. Non ci stanchiamo di proporre e praticare modelli alternativi in una Roma sempre più annientata dalla crisi.
    Il nostro posto è nelle piazze, nelle scuole, nei quartieri, negli spazi liberati, e non nelle aule di tribunale.

    Non accettiamo nessuna riserva.
    Vogliamo l’Angelo Mai libero e vogliamo la libertà per tutt*

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